Il caso di San Nicola Varco
Dormono nei campi dove lavorano come braccianti. Alcuni hanno trovato rifugio negli alloggi predisposti da una fitta rete di volontari. Altri invece hanno deciso di tornare a casa. Sono le centinaia di migranti, molti dei quali lavoratori dei campi agricoli dell’area, sgomberati dal ghetto di San Nicola Varco, in provincia di Salerno.

Dormitori di fortuna, così si potrebbero chiamare, anche se in realtà si tratta di un vero e proprio ghetto: baracche, container, condizioni igieniche disastrose, ma, soprattutto, montagne di spazzatura. Ancora una volta, si tratta di un rifugio per centinaia migranti, molti dei quali senza documenti di soggiorno. L’11 novembre scorso la delibera di sgombero.

San Nicola VarcoÈ accaduto a San Nicola Varco, nel comune di Eboli, in provincia di Salerno, dove circa 600 migranti sono stati allontanati dalle baracche dove vivevano ormai da anni, in un ex mercato ortofrutticolo abbandonato. La procura di Salerno ha aperto un’inchiesta per i reati di inquinamento ambientale, spaccio e ricettazione. Sembra infatti che i migranti che vivevano nella baraccopoli, fossero sfruttati per smaltire sul posto anche rifiuti tossici come pneumatici.

Tra i criminali, però, come sempre, anche numerosi lavoratori, impiegati nelle aziende agricole del salernitano. Per loro, come per tutti gli altri, non è stata allestita nessuna forma di alloggio alternativo. Molti si ritrovano a dormire all’aperto, negli stessi campi dove lavorano, altri invece, più fortunati, hanno trovato riparo nelle strutture messe a disposizione dalla rete di volontari che si è mobilitata. Tra questi anche il sindaco del vicino comune Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, che ha ospitato in prima persona 50 migranti irregolari, autodenunciandosi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

San Nicola VarcoCome lui, tanti altri rischiano la stessa sorte per il gesto di solidarietà. La legge Bossi – Fini prima e il cosiddetto pacchetto sicurezza poi, hanno infatti puntato a fare terra bruciata intorno ad ogni irregolare, costringendo alla denuncia chiunque abbia un contatto con loro, pena, il reato di favoreggiamento.

«Io stesso rischio di essere indagato» spiega fra’ Gianfranco Pasquariello, padre francescano, tra i principali sostenitori della rete di solidarietà che si è mossa in favore dei migranti. «Queste persone sono state sgomberate senza avere un tetto sotto cui dormire. Noi ne abbiamo ospitati una decina circa, altri si trovano in diverse strutture. Non stavo però di certo a chiedere i documenti alle persone che abbiamo ospitato».

(L’intervista a fra’ Gianfranco Pasquariello, padre francescano, è stata estratta dal programma radiofonico Focus)