Giornata di resistenza e liberazione

Il 25 aprile all’Arena di Verona, con un fitto programma di riflessioni e di dibattiti, si profila come un momento di rilancio e di maggiore articolazione sociale del movimento pacifista e nonviolento. Il sostegno della Segreteria di stato del Vaticano.

«C’è un aspetto che caratterizza questa Arena rispetto alle precedenti sei edizioni (1986, 1987, 1989, 1991, 1993, 2003): non è rivolta solo ai tradizionali gruppi del movimento per la pace, ma è aperta a tutti coloro che oggi vedono nella “questione disarmo” un punto decisivo dell’agenda politica della società italiana». Con queste parole Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento, ha iniziato stamane la conferenza stampa di presentazione del tanto atteso evento “Arena di Pace e Disarmo 2014” che si terrà nell’Arena di Verona il 25 aprile.

Ad illustrare il programma e gli obiettivi di venerdì anche padre Alex Zanotelli (missionario comboniano), Renzo Fior (Emmaus), Michela Faccioli (Arci), Sergio Paronetto (vicepresidente di Pax Christi) e Lelia Melotti (Amici della Bicicletta).

Le tematiche: la resistenza come nonviolenza, il servizio civile, gli interventi civili di pace visti come alternativa alle missioni militari, la militarizzazione dei territori. Intorno a questo temi, Gad Lerner che intervisterà i diversi ospiti italiani e internazionali, come Alice Mabota, presidente della lega dei diritti umani in Mozambico. Annunciato anche l’intervento di Don Luigi Ciotti che verterà sulla lotta alle mafie spesso legate anche al traffico di armi e quindi centrali all’interno delle iniziative della nonviolenza.

Tra le questioni più scottanti, sempre legate al disarmo, non mancheranno quella del lavoro e della mancanza di lavoro. La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, illustrerà – sempre stimolata da Gad Lerner –quali sono le posizioni del sindacato sulle fabbriche di armi e la riduzione delle spese militari.

Verranno poi illustrati e commentati da esperti gli ultimi dati dell’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri) sulle spese militari nel mondo. Ha commentato padre Zanotelli: «I dati Sipri ci dicono che siamo alla follia…Deve nascere un nuovo paradigma: quello della nonviolenza». Zanotelli ha poi anche presentato il suo libro Di nuovo in piedi costruttori di pace! (Editrice missionaria italiana), scritto assieme Paolo Bertezzolo, che racconta tutte le iniziative legate alle Arene di pace.

E uno dei temi forti del dibattito sarà quello dei cacciabombardieri F-35 e della campagna di pressione “Taglia le ali alle armi” che chiede all’Italia uscire dal programma di costruzione del velivolo da guerra. «Il fatto che la questione F-35 sia ampiamente dibattuta dai mass media nazionali – ha affermato Valpiana – lo consideriamo un successo dei movimenti e delle associazioni che anni battono questo tasto. L’Arena ha tra gli obbiettivi di dare la spallata finale e di far sì che l’Italia abbandoni il programma che prevede l’acquisto di 90 F-35».

Oggi il quotidiano La Repubblica ha pubblicato la notizia secondo la quale il governo Renzi starebbe pensando ad un piano segreto per dimezzare il programma italiano, riducendo da 90 a 45 i cacciabombardieri da acquistare. Interpellato al riguardo, Valpiana ha ribadito che, se vera, l’iniziativa del governo sarebbe apprezzabile, ma ha anche precisato che dimezzare gli acquisti non servirebbe a nulla e che la posizione del movimento per il disarmo è che il programma vada eliminato del tutto.

Padre Venanzio Milani, presidente dell’Associazione pace e disarmo, e comboniano responsabile della Fondazione Nigrizia, ha inoltre letto il messaggio che la Segreteria di stato del Vaticano ha inviato agli organizzatori del 25 aprile di pace e disarmo. È la prima volta che l’evento Arena di pace viene appoggiato direttamente dal Vaticano. Nel messaggio si sottolinea la vicinanza di pensiero con quanto espresso da papa Francesco in occasione della Giornata mondiale per la pace: “Finché ci sarà una cosi grande quantità di armamenti in circolazione, si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità. Per questo faccio mio l’appello dei miei Predecessori in favore della non proliferazione delle armi e del disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico».

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati