Egitto / Terrorismo

A pochi giorni dal disastro aereo nel Sinai, dove il 31 ottobre un aereo di linea russo è precipitato uccidendo 224 persone, Stati Uniti e Regno Unito sono convinti che si sia trattato di un attentato di matrice jihadista.

Gli inquirenti britannici che indagano sullo schianto ritengono che l’Airbus russo sia esploso a causa di una bomba che si trovava nella stiva del velivolo: lo scrive la Bbc online. Si sospetta che qualcuno che aveva accesso alla stiva dell’aereo abbia piazzato l’ordigno esplosivo sopra o all’interno di un bagaglio proprio prima del decollo del velivolo. I funzionari britannici, comunque, non hanno ancora escluso del tutto la possibilità di un guasto, ma questa appare sempre più improbabile.

“Credo ci sia la possibilità di una bomba a bordo dell’aereo precipitato nel Sinai, e la stiamo valutando seriamente”. Lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, commentando per la prima volta l’incidente in un’intervista. “È più probabile che sia stata una bomba” a causare il disastro dell’Airbus russo nei cieli del Sinai, ha detto Cameron.

La Gran Bretagna ha sospeso mercoledì tutti i voli da e per la località egiziana di Sharm el-Sheikh. Il Metrojet Airbus A321 era da poco partito da Sharm el-Sheikh, diretto a San Pietroburgo, quando è precipitato, sabato scorso, uccidendo tutte le 224 persone a bordo. La maggior parte delle vittime era russa. L’Isis, se l’ipotesi della bomba fosse confermata, per la prima volta sarebbe riuscita ad abbattere un aereo e a portare la sua minaccia ad un nuovo e decisamente superiore livello. (Ansa/Askanews)