Voto sui cacciabombardieri
Ciascuno di noi può fornire indicazioni e chiedere conto delle scelte. Lo consente l’iniziativa, organizzata e promossa dal Comitato bresciano “No F35”, per informare e sensibilizzare deputati e senatori chiamati a decidere sul programma Joint Strike Fighter.

In questi giorni i parlamentari devono pronunciarsi sul proseguimento del finanziamento del programma Joint Strike Fighter (Jsf) e dunque stabilire se l’Italia è disposta ad acquistare altri cacciabombardieri F-35 di produzione statunitense. Ma davvero deputati e senatori conoscono il problema?
Per ovviare a questo stato di cose, il Comitato bresciano No F-35 ha lanciato l’iniziativa “No F35: dillo ai parlamentari” che consente ad ogni cittadino di entrare nel sito www.nof35brescia.it e di inviare a deputati e senatori informazioni sul programma Jsf, chiedendo come intendono comportarsi al momento del voto.
Spiega Adriano Moratto del Comitato bresciano: «In un’epoca in cui la partecipazione alle decisioni pubbliche sembra volersi ridurre sempre più a un voto in una cabina elettorale cerchiamo di far valere il nostro diritto alla partecipazione su scelte decisive per il nostro futuro».
L’iniziativa è supportata e rilanciata dalla Campagna “Taglia le ali alle armi” che dal 2009 si batte per la cancellazione del programma dei caccia F-35: «Riteniamo fondamentale l’apporto dei tantissimi gruppi locali che hanno scelto di sostenere la nostra campagna – commenta Grazia Naletto di Sbilanciamoci – senza lo sforzo di persone e associazioni di numerosi territori non saremmo mai riusciti a rendere la questione dei caccia F-35 così rilevante agli occhi della politica e dell’opinione pubblica».
Il lancio di “No F35: dillo ai parlamentari” è anche occasione per chiedere a tutti i sostenitori delle azioni NoF35 di attivarsi per una pressione su governo e parlamento anche tramite i social network, in particolare attraverso la pagina www.facebook.com/taglialealiallearmi e l’utilizzo degli hashtag #taglialealiallearmi e #NOF35.
«Speriamo che questo “bombardamento” nonviolento di informazioni stimoli i parlamentari a documentarsi maggiormente sul programma Jsf – conclude Francesco Vignarca di Rete Disarmo – e a richiedere che la difesa fornisca tutti i dettagli sui contratti d’acquisto finora sottoscritti. E magari la ministra Roberta Pinotti potrebbe anche incontrare la Campagna per un confronto significativo».

Questo il decalogo della campagna “Taglia le ali alle armi” che elenca le ragioni per cui il programma F-35 dovrebbe essere cancellato.

1) ETICAMENTE – in un momento di acuta crisi economica i fondi pubblici andrebbero spesi per lavoro, scuola, welfare, sanità e non per armamenti.

2) COSTITUZIONALMENTE – si tratta di un cacciabombardiere pensato principalmente per l’attacco in profondità, non di uno strumento votato alla difesa aerea.

3) ECONOMICAMENTE – la spesa per i caccia già oggi ammonterebbe a 14 miliardi complessivi, senza contare i costi di mantenimento.

4) SOCIALMENTE – la sicurezza degli italiani non può derivare dall’aiuto alle lobby armiere ma deriva dalla soluzione dei problemi sociali.

5) TECNOLOGICAMENTE – il programma non è maturo e affidabile, i problemi e gli incidenti recenti lo dimostrano, eppure il nostro governo sta procedendo ai primi acquisti.

6) POLITICAMENTE – sondaggi d’opinione e prese di posizione sui territori (anche da parte di Enti Locali) dimostrano la contrarietà dell’opinione pubblica a questi caccia.

7) INDUSTRIALMENTE – i favoleggiati ritorni tecnologici per l’Italia non si concretizzeranno mai e saranno residuali.

8) OCCUPAZIONALMENTE – i posti di lavoro derivanti da così tanti miliardi sono pochi e molto meno di quanti promessi: non è la maniera più efficiente per usare fondi pubblici.

9) MILITARMENTE – il programma F-35 non assolve ad alcuna necessità di difesa territoriale e ci mette sotto lo scacco di un paese estero in qualsiasi esigenza operativa futura.

10) STRATEGICAMENTE – il programma Jsf è servito ad indebolire l’Europa e le sue prospettive di politica estera e di difesa comune.

 

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