Le donne restano il cardine della società africana ma al loro tradizionale ruolo di madri e di mogli sono sempre di più le donne che affiancano la lotta per i propri diritti o l’impegno in politica.

L’Africa è rosa: mogli, madri, figlie, ma non solo.
Le donne africane si stanno organizzando: si incontrano, discutono, si confrontano. Come è successo a Bamako, in Mali, durante la conferenza nel Forum “Le donne protagoniste” , o al primo Forum Internazionale delle Donne Imprenditrici, che si è appena chiuso a Milano. Tra loro, anche donne dalla Libia, dall’Algeria, dall’Egitto, dal Marocco, dalla Tunisia.
 
I risultati concreti dell’impegno femminile in Africa si vedono: oltre al successo elettorale in Liberia di Ellen Johnson Shirleaf, primo presidente africano donna, attualmente in Africa ci sono 3 donne vicepresidenti, in Sudafrica, in Zimbabwe e in Burundi. Due invece i presidenti del consiglio, in Mozambico, e a São Tomé e Principe. Il Ruanda è in assoluto il Paese con la più alta percentuale di parlamentari donne (39 su 80). Nell’Unione Africana, metà dei membri della commissione sono donne, e donna è la presidente del parlamento pan africano, parlamento che ha iniziato un discussione sulla proprietà femminile della terra in Africa.
 
Il futuro dell’Africa e quello della donna africana restano pieni di sfide, come denunciano anche i rapporti delle agenzie umanitarie, per esempio quello di dicembre 2006 dell’UNDP sulla situazione della donna nei paesi arabi, ma se l’Africa può guardare avanti con ottimismo è anche perché le donne africane si stanno facendo carico di un nuovo ruolo: essere parte del motore del cambiamento.

Per celebrare la giornata della donna abbiamo deciso di raccontarvi tre storie di donne, simbolo dell’impegno nel rinnovamento culturale e politico.

 
Dora Bouchoucha, Tunisia: spazio ai giovani nel cinema africano
 
Zakia Meghji, Tanzania: un ministero in rosa per la Tanzania
 
Fatoumata Coulibaly, Mali: contro le mutilazioni genitali femminili