GUINEA-BISSAU. UN VOTO SOFFERTO

È lecito ipotizzare che al presidente della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló, le elezioni non piacciano molto. Quelle che si terranno il 23 novembre sono state posticipate di mesi. Il cammino per arrivare al voto è stato tortuoso. Il partito del suo rivale più credibile, l’ex premier Domingos Simoes Pereira, non potrà esserci per via di una controversa decisione giudiziaria. Per molti un ulteriore schiaffo al principio della divisione dei poteri. Pende poi, sulla testa di tutti, ma soprattutto delle opposizioni, la spada di Damocle delle forze armate, sostenuta da un filo che si è già dimostrato sottile in passato. Resta una strana consolazione: in qualunque caso, è probabile che il paese continuerà a vivere in un paradosso dove le istituzioni sono deboli, a sufficienza da essere da tempo preda del narcotraffico. Ma dove la società civile è vivace e pronta a rispondere alle domande dei cittadini quando la politica langue. O al massimo reprime