Presidenziali / Verso il secondo turno
Il 12 marzo, Mahamadou Issoufou, leader storico dell’opposizione e Seïni Oumarou, del Movimento nazionale per la società di sviluppo, si confronteranno per la presidenza. Nel segno del cambiamento, un anno dopo la defenestrazione di Mamadou Tandja da parte dei militari.

La Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) ha proclamato, giovedì 3 febbraio, i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali e di quelle parlamentari in Niger svoltesi lunedì 31 gennaio.

Ha avuto il maggior consenso Mahamadou Issoufou (a destra nella foto), del Partito nigeriano per la democrazia e il socialismo (Pnds), con il 36,06% dei voti. Seguito da Seïni Oumarou, del Movimento nazionale per la società di sviluppo (Mnsd), con il 23,22% dei voti. Al terzo posto, Hama Amadou che ha suscitato un certa sorpresa con il suo 19% dei voti, soltanto sei mesi dopo la creazione del suo partito, il Modem/Lumana. Dei 10 candidati che si presentavano alle presidenziali, una sola donna, Mme Bayard Mariana Gamatié, che candidandosi come indipendente non si faceva tante illusioni.

Queste presidenziali si sono svolte praticamente ad un anno dal colpo di stato che il 18 febbraio 2010 aveva deposto il presidente Mamadou Tandja che si teneva al potere contro i dettami della Costituzione. Alla testa della giunta del Consiglio supremo per la restaurazione della democrazia (Csrd) che aveva rovesciato Tandja, c’è il generale di corpo d’armata Salou Djibo che ha voluto rimanere fedele all’impegno preso dai militari: ridare il potere ai civili il prima possibile.

 

È così che il 31 ottobre 2010, 6,5 milioni di nigerini si erano recati alle urne per il referendum sulla nuova Costituzione: approvata dal 90% dei votanti e promulgata il 25 novembre. Nasceva così la VII repubblica nigerina. Dopo le elezioni locali o amministrative dell’8 gennaio che avevano avviato il processo elettorale e le presidenziali del 31gennaio, il 12 marzo prossimo vedrà dunque gli elettori tornare alle urne per scegliere tra Issoufou e Seïni Oumarou. Avendo quest’ultimo uno scarto di 13 punti da Issoufou, sarà certamente il terzo incomodo, cioè Hama Amadou, il faiseur du roi cioè quello che deciderà il nome del prossimo presidente del Niger. Da subito, Issoufou ha teso la mano a Amadou, proponendogli un’alleanza.

 

Il generale Salou Djibo non può che essere soddisfatto di come finora è riuscito a condurre la transizione. Anche perché questa volta ad arrivare primo è Issoufou, l’eterno oppositore di Tandja (ancora a domicilio coatto), mentre il partito di Oumarou, a lungo partito al potere, si è indebolito molto.

Questo “duello” porterà ad un vero cambiamento politico in Niger? Sono in tanti a volerlo. Intanto sono noti anche i risultati delle legislative che rispecchiano il risultato delle presidenziali: 39 deputati per il Pnds di Issoufou, seguiti dai 26 del Mnsd e dai 24 del Modem/Lumana. Il grande perdente è la Convenzione democratica e sociale (Cds) dell’ex presidente Mahamane Ousmane con due soli deputati. (E.B.)