L’editoriale su Nigrizia di febbraio 2011
Le prospettive del dopo-referendum.

 

I numeri non verranno dati prima del 9 febbraio. Ma non ci sono dubbi che è prevalso il “sì” nel referendum per l’indipendenza del Sud Sudan, che si è svolto dal 9 a 15 gennaio. Questo voto è uno dei punti d’arrivo dell’Accordo globale di pace del 2005 (che ha chiuso una guerra ventennale tra Khartoum e le regioni meridionali) e segna l’avvio di un percorso che dovrà sancire, il 9 luglio, la nascita di una nuova entità statuale.

 

A chi ha la responsabilità politica in Sud Sudan servono, ora più che mai, entusiasmo e sangue freddo, capacità di mediazione e uno sguardo alto sul futuro. Perché si apre una fase delicata, che non solo cambierà il volto del più esteso paese africano (ad esempio, c’è un rischio di frammentazione), ma avrà anche ripercussioni sugli equilibri dei non pochi stati che hanno tensioni lungo l’asse nord-sud. Una fase che la comunità internazionale è chiamata a sorvegliare scrupolosamente.

 

Nigrizia seguirà da vicino sia le traiettorie del nuovo corso sudanese, sia i riverberi continentali. Intanto, diamo il benvenuto al Sud Sudan e alle sue fresche energie.