L'epidemia in Africa Occidentale

Un gruppo di esperti indipendenti era stato messo in campo il 9 marzo dalle Nazioni Unite per valutare “tutti gli aspetti dell’azione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)” nel’affrontare l’emergenza dell’epidemia di Ebola. Ieri questo gruppo di sette esperti, presieduto dalla britannica Barbara Stocking, ex presidente di Oxfam Gran Bretagna, ha pubblicato il rapporto finale sulla sua indagine. In esso vengono denunciati  il ritardo e soprattutto le carenze mostrate dall’Oms nella gestione dell’epidemia che ha ucciso più di 11.000 morti per lo più in Guinea, Sierra Leone e Liberia, i tre paesi dell’Africa occidentale più colpiti.

Il rapporto sottolinea per prima cosa il ritardo nell’accensione della “macchina” dell’Oms. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò l’epidemia di Ebola una “emergenza di salute pubblica globale” soltanto l’8 agosto, mentre un allarme preventivo era stato lanciato già nei mesi di maggio e giugno. Il pannello continua a non capire il motivo per cui queste segnalazioni non hanno portato a una risposta adeguata e seria.

Altro malfunzionamento, non meno importante rispetto al precedente, riguarda la risposta internazionale che ha preso il via nel mese di settembre. In quel periodo di grave crisi le Nazioni Unite risposero creando un’altra struttura, la Missione delle Nazioni Unite per la lotta contro l’Ebola. La denuncia del rapporto qui sta nel fatto che l’Oms non ha “cercato il sostegno delle altre agenzie Onu e delle Ong specializzate nell’umanitario. Se questo fosse stato fatto in una “fase iniziale”, avrebbe potuto fare qualcosa di più “per evitare la crisi” e non ci sarebbe stata la necessità di creare una struttura come la missione sopracitata.

Oltre alle denunce sulle carenze dell’organizzazione, il documento fa anche proposte concrete. Si chiede il rafforzamento della capacità operativa dell’Oms nella creazione di un fondo di emergenza e di una forza d’intervento internazionale sulla salute che potrebbe essere mobilitata immediatamente in caso di epidemie come quella in Africa occidentale. Infine il rapporto manifesta la necessità urgente della creazione di una struttura di comando chiara e unitaria all’interno dell’agenzia da creare nel più breve tempo possibile. (Rfi)