Giufà – Ottobre 2019
Gad Lerner

Approfitto della confidenza instauratasi con i lettori di Nigrizia (fra poco, nel 2020, questa rubrica compirà vent’anni!) per sottoporvi una questione solo in apparenza personale. Come probabilmente già sapete, domenica 15 settembre, al raduno leghista di Pontida, fra le varie invettive di cui sono stato oggetto da parte di una minoranza dei manifestanti spiccavano riferimenti ostili al fatto che sono ebreo. E di conseguenza estraneo al popolo italiano, legato al potere finanziario, portatore di un’indole rapace. Insomma, il classico armamentario degli stereotipi antisemiti purtroppo duri a morire nell’ambito dei movimenti sovranisti.

Naturalmente non è mancato, nei giorni successivi, chi ha commentato con malevolenza che me la sono andata a cercare, viste le mie notorie prese di posizione critiche nei confronti della Lega. Obiezione tipo: «Se Vittorio Feltri andasse alla Festa dell’Unità, credi forse che lo accoglierebbero con degli applausi?». Verissimo. Io che da trent’anni mi occupo di leghismo, e frequento le sue manifestazioni – Pontida compresa – metto nel conto senza drammatizzare una certa dose di fischi, pernacchie e “vattene”. Ci mancherebbe, è successo varie volte. Anche se, per la verità, sono più numerosi i leghisti che mi salutano cordialmente o vengono a porgermi in forma civile le loro critiche. Ci conosciamo da una vita.

E allora perché ci torno sopra? Il fatto è che, in questa occasione, mi sono sentito rivolgere anche da persone amiche un’obiezione insidiosa. Mi si addebita, cioè, di indulgere eccessivamente nella sottolineatura delle mie origini ebraiche, assumendo per ciò stesso una postura vittimistica.

Ho ben presente questo pericolo, così come ho ben presente che le manifestazioni di razzismo e xenofobia nel nostro paese vengono oggi ben più massicciamente indirizzate contro altre etnie, nazionalità, religioni. Di conseguenza, a costo di ricevere critiche di segno opposto da parte di esponenti del mondo ebraico impegnati nella lotta contro l’antisemitismo, ho da tempo deciso di ignorare i numerosi commenti quotidiani che sui social network alludono esplicitamente alla mia “colpevole” identità. Faccio finta di niente, anche quando sono particolarmente aggressivi e sgradevoli.

Il guaio è che sempre più spesso, anche quando sei lì per lavoro (nel caso specifico dovevo scrivere un articolo per Repubblica), e non fai proprio nulla per evidenziare che sei ebreo, te lo senti gridare come se fosse un’offesa, una condizione esistenziale squalificante.

Di che cosa dovrei giustificarmi? Quali precauzioni dovrei assumere per non essere accusato di ostentazione? Per favore, non rivoltiamo la frittata: mai come stavolta ho capito la frustrazione delle ragazze che, dopo aver subito molestie, si sentono sussurrare dietro: «Certo, però, anche lei, chi glielo fa fare di andare in giro in minigonna?».

Pontida

Comune del bergamasco dove dal 1990 si svolge il raduno della Lega Nord. Sul “sacro suolo”, come veniva definito dai leghisti un prato lungo la strada statale 342, si è svolta anche il 15 settembre scorso l’ultimo evento organizzato da Salvini e soci, dove alcuni giornalisti, tra cui Gad Lerner, sono stati pesantemente insultati.