ECONOMIA IN BIANCO E NERO – MAGGIO 2017
Riccardo Barlaam

Investire sulle persone. E incoraggiare la cooperazione multilaterale. Sono, in due parole, le conclusioni del World economic outlook appena presentato dal Fondo monetario internazionale. L’organizzazione internazionale, nel suo report di primavera, sostiene che nel 2017 le cose, in questo mondo malandato, andranno un po’ meglio. Dopo un 2016 deludente, l’economia mondiale riprenderà la strada verso la crescita, stimata in media del 3,5% a fine anno.  Ma le buone notizie finiscono qui. Le prospettive migliorano per molti, ma per i paesi esportatori di materie prime la crescita resta modesta. Con tante nuvole che s’intravedono all’orizzonte. Il protezionismo. Il peggioramento delle condizioni finanziarie per i conti pubblici dei paesi in via di sviluppo. Il rallentamento della produzione in diversi paesi avanzati. Le tensioni geopolitiche legate al rischio terrorismo e ai vari fronti caldi (Corea del Nord, Siria).

Per cercare di ridurre i rischi e le tensioni, il Fmi sostiene che bisogna promuovere politiche multilaterali, difficile con i rigurgiti di protezionismo e di deregulation di Trump. «Le politiche – dice il Fondo – non devono fare danni». Creando nuove barriere tariffarie. O eliminando le regole dei mercati finanziari. L’unica via per sostenere la crescita e gli investimenti è quella di puntare sul capitale umano. Le persone. Formare uomini nuovi. Capaci. Onesti. Con un’etica e un rigore, che non hanno appartenenza geografica. L’Africa, secondo le previsioni di Fmi e anche della Banca mondiale, soffre. Come al solito. Sono state riviste al ribasso le stime di crescita per l’Africa subsahariana (dal 2,9 al 2,6%). Angola, Sudafrica e Nigeria, le tre più grandi economie, rallentano ai livelli più bassi di crescita dal 2009. La Nigeria soffre la prima recessione da 25 anni. Etiopia, Tanzania e Senegal sono tra i pochi paesi in cui la crescita resterà sui medesimi valori del 2016. Tra i peggiori: Guinea Equatoriale, che vedrà una diminuzione della ricchezza prodotta del -5%, e il Sud Sudan, lacerato da guerra civile e carestia, vedrà diminuire ulteriormente il Pil del -3,5%. La Libia è il paese che in assoluto crescerà di più nel 2017: il Pil aumenterà del +53,7%, dopo anni di terra bruciata.  

World economic outlook

Il Fondo monetario internazionale ha alzato al 3,5% le aspettative sulla crescita mondiale quest’anno, contro il 3,1% registrato nel 2016 e con un miglioramento dello 0,1% rispetto a gennaio. Il World economic outlook di aprile segnala “buone notizie” dall’Europa, dalla Cina e dal Giappone.