Focus sull’Africa: cancellazione del debito e riforma dei rapporti tra nord e sud
Democrazia, rispetto per l’ambiente e diritti sociali: sono i principi su cui dovrebbe basarsi l’economia. Lo hanno affermato, a Roma, illustri relatori riuniti nel convegno “Per una finanza democratica, responsabile e sovrana”, organizzato da CRBM.

“Un’incontro del bene”:è  così che l’onorevole Fausto Bertinotti, intervenendo in qualità di presidente della fondazione Camera dei deputati, ha definito il convegno pubblico sulla finanza internazionale organizzato l’11 maggio scorso a Roma. Un’incontro del bene perché affronta un tema che ha un impatto su migliaia di persone e che, con il tempo, è sempre più sofisticato, quindi lontano dalla gente.

Spiegando il perché dell’incontro, Antonio Tricarico, attuale coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM), ha sottolineato come la finanza sia stata l’epicentro della crisi attuale e che per ripartire, bisogna quindi cambiare le regole: le norme della finanza internazionale ed il processo per la loro definizione devono fondarsi su nuovi principi, come  democraticità, sovranità e responsabilità sociale ed ambientale.

I relatori hanno auspicato una finanza democratica, non solo nel processo decisionale che ne definisce gli elementi innovativi – dove lo spazio pubblico, attraverso lo stato e gli organismi internazionali democratici, deve avere il ruolo primordiale -, ma anche nei rapporti finanziari nord-sud. Si devono ripensare le basi del rapporto finanziario tra paesi industrializzati e non.

« L’Africa è vittima innocente di questa crisi economico-finanziaria» e quindi « non deve essere essa a pagarne il prezzo.» Parole di Demba Moussa, presidente del Forum For African Alternatives, che, nel convegno, ha rivendicato il ruolo della società civile africana nel rispondere alla crisi finanziaria attuale. Il relatore africano non si è limitato ad accusare « gli autisti che guidavano la macchina che ci ha portato tutti verso la crisi», è andato oltre: «la pessima notizia per l’Africa, in questa crisi, è il ritorno sulla scena della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale».

Dopo aver sottolineato l’inefficacia delle politiche degli aiuti, che hanno caratterizzato per decenni la cooperazione finanziaria  tra nord e sud, Demba Moussa ha cercato di delineare alcune piste che, anche secondo le ultime analisi di organismi delle Nazioni Unite, potrebbero dare un nuovo orientamento nelle relazioni finanziarie tra i paesi ricchi e quelli impoveriti:
(1) una moratoria sul debito estero dei paesi africani, e la conseguente totale cancellazione del debito;
(2) la necessità che i finanziamenti (non concessionari) che, attualmente, l’Africa riceve dagli organismi finanziari multilaterali, siano a fondo perduto;
(3) per finanziare il suo sviluppo, l’Africa deve contare sulle proprie risorse interne e deve imparare a mobilitarle, tassando anche adeguatamente le società estere presenti nel continente;
(4) il flusso di capitali verso il nord deve essere più controllato;
(5) passare dalla logica dell’aiuto alla logica della riparazione dei danni storici commessi dal nord;
(6) intensificare la cooperazione sud-sud.

In sintesi, quella che viene proposta dal convegno è una finanza non solo democratica, ma anche promotrice di un’economia più rispettosa dell’ambiente e promotrice della giustizia sociale. I relatori sostengono l’idea che i finanziamenti concessi da organizzazioni multilaterali debbano promuovere gli investimenti nei settori della così detta “green economy”. 

Infine, nel convegno si è anche auspicato il ritorno ad una finanza sovrana. I partecipanti propongono il ripristino del controllo pubblico degli organismi ed istituzioni che regolano il funzionamento della vita finanziaria quali, ad esempio, le Banche centrali che oggi, nella maggior parte dei casi, sono private. Citando la Bolivia e l’Equador, paesi che si sono ritirati del centro internazionale della risoluzione dei conflitti d’investimenti,  l’America latina è stata indicata come focolare delle riforme di cui le regole della finanza hanno bisogno oggi.