Editoria africana: un enorme potenziale da sbloccare - Nigrizia
Arte e Cultura Economia Politica e Società
Nel 2023 l'industria libraria africana nel suo complesso ha rappresentato solo 5,4% dell'industria editoriale globale
Editoria africana: un enorme potenziale da sbloccare
Un rapporto UNESCO identifica le grandi tendenze, gli ostacoli da superare e una serie di raccomandazioni strategiche per liberare un mercato stimato di 18,5 miliardi di dollari all'anno
18 Luglio 2025
Articolo di Antonella Sinopoli
Tempo di lettura 5 minuti
Lettrice in una biblioteca del Ghana (Credit: Pexels/Free use)

Un totale di 6.400 editori, 86mila titoli pubblicati in media ogni anno, 8mila biblioteche pubbliche, 270 festival e fiere del libro annuali, 200 associazioni editoriali professionali. Sono i numeri dell’editoria nel continente africano. Numeri che potrebbero apparire notevoli ma in che in realtà sono modesti considerato il potenziale ampiamente sotto sfruttato di questo settore.

Lo sottolinea un report dell’UNESCO dal titolo: The african book industry: trends, challenges & opportunities for growth. I dati del report si riferiscono al 2023.

L’industria libraria africana, dagli autori ai distributori agli editori, è pari al 5,4% dell’industria editoriale globale pari a 129 miliardi di dollari e questo nonostante il continente rappresenti il 18% della popolazione mondiale.

L’industria libraria africana si trova dunque ad affrontare un significativo deficit commerciale. Nel 2023, il continente ha importato libri per un valore stimato di 597 milioni di dollari, esportandone invece solo per un valore di 81 milioni di dollari. Un deficit pari al 76% rispetto al totale degli scambi commerciali.

Il rapporto fornisce un panorama completo del settore dell’editoria nel continente e ne copre tutti i 54 paesi. Identifica le grandi tendenze, gli ostacoli da superare e una serie di raccomandazioni strategiche per liberare un potenziale di mercato stimato a 18,5 miliardi di dollari all’anno. Attualmente, l’industria libraria africana vale 7 miliardi di dollari.

Ma torniamo a quel 5,4% di copertura rispetto al mercato globale, una percentuale scarsa se si pensa quanto la letteratura africana abbia un’influenza crescente in tutto il mondo.

Fattori di crescita incoraggianti

Nuovi titoli, autori consolidati ed emergenti, molteplici traduzioni. C’è dunque molto da fare per sviluppare e incrementare un settore che sta comunque dando ottimi risultati. Ma ci sono alcuni punti a favore che fanno ben sperare in una crescita nei prossimi anni.

Il primo di questi è una popolazione giovane, sempre più aperta al confronto e alla conoscenza. Altro fattore rilevante è la sempre maggiore diffusione di Internet e della connessione veloce che sta favorendo la diffusione di piattaforme online.

A una maggiore diffusione dei libri e della lettura stanno contribuendo i social media, programmi radiofonici, e anche fiere, festival e premi letterari. Ce ne sono davvero tanti, alcuni istituiti solo qualche anno fa, altri che ormai potremmo definire storici, come il Jomo Kenyatta Prize for Literature in Kenya che esiste dal 1972.

Un’altra indagine pubblicata ad ottobre dello scorso anno e riguardante sei paesi anglofoni aveva appunto evidenziato quanto questi elementi stiano segnando e favorendo un nuovo percorso, in crescita, della produzione letteraria nel continente.

Dall’editoria scolastica al cinema

A dominare oggi l’editoria africana sono i libri per bambini e del settore scolastico, circa il 70% della produzione industriale nella maggior parte delle regioni, ma anche le graphic novel e i comics.

Grande rilevanza per la diffusione di testi, classici e non, della letteratura africana a livello globale, sono gli adattamenti cinematografici.

Sia quelli del passato, come accaduto per Things fall apart di Chinua Achebe, adattato per la prima volta in un film nel 1971 e poi in una serie televisiva nigeriana negli anni ’80 o più recentemente con Our lady of the Nile di Scholastique Mukasonga (Rwanda), adattato come lungometraggio nel 2019 e che ha vinto il premio come Miglior Film al Festival internazionale del cinema di Berlino nel 2020.

Piattaforme di streaming come Netflix e Showmax hanno invece portato sullo schermo il libro di William Kamkwamba e Bryan Mealer The boy who harnessed the wind (Il ragazzo che catturò il vento – Malawi) e la serie di libri Hlomu the wife di Dudu Busani-Dube (Sudafrica). Mentre la serie Les coups de la vie, basata sui libri di Anzata Ouattara (Costa d’Avorio), è un enorme successo su Canal+.

Donne sempre più rappresentate

Altro elemento rilevante analizzato nel rapporto dell’UNESCO è la rappresentanza femminile nel settore librario africano, una rappresentanza senza dubbio importante per quanto riguarda la produzione poetica e letteraria.

In termini di paesi che sono stati in grado di fornire dati statistici sull’occupazione femminile nel settore, Sudafrica e Botswana sono in testa, rispettivamente con il 73% e il 70%. Il Burundi è il paese successivo, con il 45% di donne occupate, seguito da Egitto e Gambia, dove le donne rappresentano il 40% del totale.

Dalle lingue coloniali ai linguaggi autoctoni

Sebbene gli africani parlino più di 2mila lingue locali la maggior parte dei libri venduti nel continente è importata e scritta in inglese, francese o portoghese. Ma, come dicevamo, ora ci si sta confrontando con un mercato letterario che mira a favorire e valorizzare le culture locali, comprese le lingue indigene.

Insomma, grandi potenzialità e cambiamenti in un continente in cui la parola, il racconto, sono sempre stati fonti di conservazione delle tradizioni, di divulgazione del sapere e, nello stesso tempo, di comunicazione di cambiamenti e novità. E i cambiamenti oggi passano anche attraverso i libri, siano essi digitali o cartacei.

Limiti e nuove sfide

Le sfide da affrontare sono tante. Il 90% dei paesi non ha leggi specifiche per il settore dell’editoria libraria, il 46% non ha un’agenzia ISBN nazionale e il 26% dei paesi non sembra avere incentivi fiscali per il settore. E poi ci vogliono più biblioteche, più librerie, presidi culturali e visibili attrazioni alla lettura, e una maggiore e regolare distribuzione.

In Africa c’è solo una libreria ogni 116mila persone, il che è sconfortante per chi magari vorrebbe leggere ma ha difficoltà a trovare queste “oasi nel deserto”. Una carenza che limita notevolmente l’accesso del pubblico ai materiali di lettura.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it
Abbonamento doppio Nigrizia e Africa