Egitto / Stampa

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha emanato un legge che istituisce una Commissione di sorveglianza sulla stampa. La legge, già approvata dal parlamento e pubblicata sulla gazzetta ufficiale, autorizza la Commissione ad indagare sui finanziamenti dei mezzi di comunicazione, e a censurare o chiudere quelli considerati in contrasto con le esigenze di “sicurezza nazionale” del paese.
La Commissione sarà composta da un capo nominato dal presidente e 12 membri, raccomandati dal parlamento e da altre istituzioni, e approvati da al-Sisi. La decisione ha suscitato lo sdegno delle organizzazioni per la libertà di stampa. Da New York, il Comitato per la protezione dei giornalisti, ha accusato le autorità egiziane di imbavagliare i media e di essere “carcerieri di giornalisti.”

L’entrata in vigore della nuova legge arriva pochi giorni dopo l’arresto di un giornalista dell’emittente Al Jazeera, accusato di diffusione di informazioni false. Tre suoi colleghi della stessa testata – tra cui un canadese e un australiano – erano stati arrestati e incarcerati nel 2013, sollevando un’ondata di proteste internazionali. I tre giornalisti sono stati rilasciati solo due anni dopo.
Nel paese la situazione si è gravemente deteriorata proprio nel 2013, quando il generale al-Sisi si è impadronito del potere con un colpo di Stato, imponendo un ulteriore giro di vite ai media. (Afrique Presse)