Egitto / Sinai

Le forze di sicurezza egiziane hanno fatto sapere d’aver ucciso 10 jihadisti legati allo Stato Islamico in uno scontro a fuoco nella penisola del Sinai e arrestato 400 sospetti terroristi, tra cui alcuni stranieri, nel corso di una vasta operazione di sicurezza lanciata venerdì scorso da esercito e polizia contro “elementi e organizzazioni terroristici e criminali” in tutto il paese e denominata “Full-Scale Operation in Sinai 2018”. A riferirlo è un comunicato dell’esercito diffuso oggi dalla tv di stato. Un altro comunicato diffuso ieri parlava invece di circa 28 militanti uccisi da venerdì e di una sessantina di obiettivi colpiti da raid aerei.

Dopo l’attacco terroristico alla moschea al-Rawdah a Bir al-Abed, nel Sinai settentrionale, che ha ucciso più di 300 persone lo scorso novembre, il presidente Abdel Fattah al-Sisi, che cerca la rielezione a marzo, aveva ordinato alle forze armate di sconfiggere i terroristi entro tre mesi. L’ex generale Sisi è stato eletto la prima volta nel 2014 dopo che l’esercito depose il presidente islamista Mohamed Morsi in seguito alle proteste di massa contro il suo governo.

L’operazione militare contro le cellule dello Stato Islamico nel Sinai ha avuto l’appoggio esplicito del Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in visita in Egitto. (Africanews / Reuters