Egitto

Lo scorso fine settimana in Egitto 22 persone sono state arrestate a causa del loro orientamento sessuale, in quella che appare come una stretta repressiva contro i gay, dopo che una bandiera arcobaleno è stata sollevata al Cairo Festival City, durante il concerto di Mashrou’ Leila, una popolare rock band alternativa libanese, il cui cantante è dichiaratamente gay.

In totale, denunciano le organizzazioni per la difesa dei diritti umani, sono almeno 33 le persone arrestate a partire dal 23 settembre, dopo che la sera prima un gruppo di persone aveva alzato la bandiera della pace nel corso del concerto, un raro spettacolo pubblico di sostegno ai diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, nel conservatore paese musulmano.

Il leader di Mashrou’ Leila ha rilasciato una dichiarazione lunedì, condannando la campagna di arresti e chiedendo solidarietà con gli arrestati. “È assurdo pensare che tutta questa isteria sia stata generata da un paio di ragazzi che hanno sollevato un pezzo di stoffa”, ha detto.

L’omosessualità non è esplicitamente bandita in Egitto, ma la società profondamente conservatrice opera una fortissima discriminazione. Gli uomini gay sono spesso arrestati e in genere accusati di dissolutezza, immoralità o blasfemia.

Su un altro fronte ieri, in un’intervista alla Tv locale al-Mehwar, la ministra egiziana della Solidarietà sociale, Ghada Wali, ha espresso preoccupazione per il forte aumento della popolazione, annunciando l’avvio di un rigoroso regime di controllo delle nascite che partirà dalla regione dell’Alto Egitto, dove oltre un milione di donne sotto i 35 anni ha fino a tre bambini.

Secondo l’ultimo censimento nazionale, diffuso la scorsa settimana, la popolazione egiziana è salita da 72,6 milioni nel 2006 a 94,8 milioni di aprile 2017. (Reuters / Africanews)