Egitto / Amnesty

Dall’inizio dell’anno il regime egiziano avrebbe attuato una serie di attacchi informatici diretti contro difensori dei diritti umani. A denunciarlo è un rapporto del dipartimento tecnologico di Amnesty International che ha esaminato decine di mail sospette inviate a difensori dei diritti umani, giornalisti e ong egiziani.

Le mail usavano una tecnica chiamata OAuth Phishing che consente di accedere all’account dell’utente. Gli attacchi documentati da Amnesty hanno coinciso con alcuni importanti eventi che hanno avuto luogo in Egitto all’inizio del 2019, come l’anniversario della rivolta del 25 gennaio 2011.

“Questi attacchi paiono far parte di una campagna diretta a intimidire e ridurre al silenzio chi critica il governo egiziano”, ha dichiarato Ramy Raoof di Amnesty Tech. “Nell’ultimo anno i difensori dei diritti umani hanno subito un assalto senza precedenti da parte delle autorità, rischiando l’arresto e il carcere ogni volta che prendevano la parola. Questi attacchi informatici ora mettono ulteriormente in pericolo il loro prezioso lavoro”.

Gli attacchi informatici documentati da Amnesty International sono avvenuti tra il 18 gennaio e il 13 febbraio. Infine, nella prima settimana di febbraio, sono stati presi di mira diversi organi d’informazione, molti dei quali stavano seguendo il percorso di modifiche costituzionali, appena avviato, che aprirebbe la strada a un nuovo mandato presidenziale per Abdel Fatah al-Sisi.

Negli ultimi anni le autorità egiziane hanno intensificato la repressione di ogni forma di dissenso e di libertà di parola attraverso l’adozione di leggi che impongono dure restrizioni alle ong e l’apertura di inchieste nei confronti di decine di difensori dei diritti umani accusati di “ricevimento di finanziamenti stranieri”. I giudici hanno anche disposto divieti di viaggio all’estero per almeno 31 rappresentanti di ong e congelato i conti bancari di 10 persone e sette organizzazioni. Decine di difensori dei diritti umani si trovano da tempo in detenzione preventiva con accuse assurde, denuncia ancora Amnesty.