Egitto / Amnesty

Amnesty International ha denunciato ieri l’uso di bombe a grappolo da parte dell’esercito egiziano nel Sinai. “L’analisi di un video diffuso il 21 febbraio sul profilo Twitter delle Forze armate egiziane – spiega l’organizzazione – prova senza ombra di dubbio che nei recenti attacchi aerei nel Sinai settentrionale sono state usate bombe a grappolo, vietate a livello internazionale”. In particolare, lo studio ha rivelato che si trattava di una sub-munizione 247 Mk 118 di fabbricazione statunitense, inesplosa, che avrebbe potuto essere sganciata solo dall’aeronautica egiziana.

Un altro video, diffuso dalle Forze armate il 9 febbraio, all’avvio dell’ultima operazione militare anti-terrorismo nel nord del Sinai, aveva mostrato cluster bombs statunitensi Cbu-87 Combined Effects Weapons, mentre venivano caricate su aerei militari da combattimento diretti verso il Sinai settentrionale.

Prima ancora, nel luglio 2017, Amaq news, organo di propaganda dello Stato Islamico, aveva diffuso un video in cui affermava che un caccia F16 aveva sganciato due bombe a grappolo. Gli esperti di Amnesty International avevano esaminato le immagini, arrivando alla conclusione che non erano state manipolate e che il jet inquadrato aveva la bandiera egiziana. Le due cluster bombs erano le Mk 20 Rockeyes, di fabbricazione statunitense, che contengono sub-munizioni 247 Mk 118.

Le bombe a grappolo sono sganciate da velivoli con artiglierie, razzi o missili. Contengono sub-munizioni più piccole che si spargono su vaste superfici. Molte sub-munizioni non esplodono al momento dell’impatto, ma restano nel terreno e costituiscono una minaccia per anni. In particolare per i civili.

Secondo la documentazione fornita a Human Rights Watch dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e citata nel rapporto di questa ong sulle bombe a grappolo, nel 2007 l’Egitto disponeva di 321.000 sub-munizioni.

“Le Forze armate egiziane devono cessare immediatamente di usare le bombe a grappolo e distruggere le loro scorte. Tutti gli stati che forniscono armi all’Egitto, tra cui gli Usa, devono sospendere subito tutti i trasferimenti che potrebbero essere usati per compiere gravi violazioni dei diritti umani. Le bombe a grappolo sono vietate per tutta una serie di buone ragioni”, ha detto Najia Bounaim, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. (Amnesty International)