Egitto

Il tribunale penale di Cairo Sud ha assolto ieri tutti i 43 imputati – 42 cittadini stranieri e uno egiziano – condannati cinque anni fa perché le loro organizzazioni non governative internazionali avevano ricevuto finanziamenti dall’estero, vietati dalla contestata Legge n.70 / 2017 che impone restrizioni senza precedenti alle ong.

Si chiude così una parte dell’inchiesta nota come ‘caso 173/2011’. Nel giugno 2013 gli imputati erano stati condannati a pene da uno a cinque anni di carcere ed era stata ordinata la chiusura di una serie di ong. L’inchiesta era poi proseguita, concentrandosi sulle attività e i finanziamenti delle ong locali.

Dal 2014 sono stati congelati i patrimoni di sei ong e di 10 difensori dei diritti umani. Ad almeno 30 tra difensori dei diritti umani e impiegati di ong è stato vietato viaggiare all’estero. Almeno sei direttori di ong e 61 impiegati sono stati interrogati e arrestati, per poi essere rilasciati su cauzione.

«Il ‘caso 173/2011’ ha preso di mira dei difensori dei diritti umani che si erano limitati a svolgere il loro legittimo lavoro. L’assoluzione dei 43 imputati è un passo avanti verso la giustizia», ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne di Amnesty International nel Medio Oriente e in Nordafrica.

Tuttavia, fa notare Bounaim, «la sentenza di assoluzione riguarda solo le ong internazionali, al centro della prima fase dell’inchiesta. Le indagini sulle ong egiziane vanno ancora avanti e decine di loro esponenti rischiano l’incriminazione». Ora, prosegue, «è fondamentale capire se la sentenza di assoluzione aprirà la strada verso la fine della persecuzione di tutti i difensori dei diritti umani in Egitto».

Amnesty ricorda che il difensore dei diritti umani Hisham Gaafar, direttore della Fondazione Mada per lo Sviluppo dei Media, è stato trattenuto per più di tre anni in detenzione preventiva ed Ezzat Ghoniem, co-fondatore del Coordinamento egiziano per i Diritti e le Libertà, è vittima di una sparizione forzata avvenuta il 14 settembre, nonostante un ordine di rilascio del tribunale.  (Amnesty International)