Egitto

I bilanci degli attacchi simultanei condotti ieri nel Sinai egiziano (a Sheikh Zuweid) da gruppi jihadisti appartenenti all’Isis sono probabilmente un segreto militare. D’altra parte, avere notizie certe da questa regione dell’Egitto è reso più difficile dalla chiusura di fatto imposta dal governo del Cairo.

Di certo c’è che i combattenti jihadisti hanno sferrato attacchi contemporanei ad almeno cinque posto di blocco e ad una stazione di polizia. Secondo fonti governative, i militari uccisi sarebbero stati dieci, i ribelli uccisi 39. Una versione molto diversa da quella fatta ciroclare da alcuni media internazionali secondo cui i militari uccisi sarebbero stati molti di più.

Che la situazione sia calda, e non soltanto nel Sinai, lo si evince anche da altri sviluppi di cronaca. Nella capitale egiziana, nove membri della Fratellanza musulmana – ora al bando – sono stati uccisi in un raid della polizia compiuto in un appartamento; tra i morti c’è anche l’ex parlamentare Nasr al-Hafi.

Alcuni giorni fa, era stato invece ucciso, sempre al Cairo, il Procuratore Hisham Barakat. Un assassinio che ha contribuito a far salire ulteriormente la tensione. (Atlasweb)