Egitto

Almeno dieci soldati sono stati uccisi a seguito di assalti lanciati oggi da commando armati a diversi check point nella Penisola del Sinai, nell’area di Sheikh Zuweid: lo ha riferito l’esercito egiziano in una nota, nella quale si sostiene che negli scontri a fuoco hanno perso la vita anche 23 aggressori.

Complessivamente sono cinque i check-point militari attaccati nelle prime ore del mattino dai jihadisti. Dopo gli attacchi sono seguiti scontri armati tra i gli stessi e i militari.

Alcuni caccia F-16 hanno iniziato a sorvolare l’area. Tra i check-point attaccati anche quello a Rafah, sul confine con l’omonima città palestiense.

Nel Sinai operano gruppi armati di matrice islamista, che si oppongono al governo del presidente Abdel Fattah Al Sissi. Una di queste formazioni, nota in passato come Ansar Bayt al-Maqdis, ora Wilayat Sinai, ha rivendicato lunedì l’assassinio al Cairo del procuratore Hisham Barakat. Nell’orazione funebre, il presidente Abdul Fattah al Sisi ha promesso di mettere in atto leggi più dure per combattere il terrorismo. Negli ultimi due anni circa seicento agenti sono rimasti uccisi in attacchi rivendicati dai jihadisti in Sinai.

Proprio stamane, poi, l’esplosione di un’autobomba in un sobborgo del Cairo ha ucciso tre persone. Attacco rivendicato da “al Moqawma al Shabia” (resistenza pubblica), gruppo poco noto composto da circa 1.000 giovani addestrati dalle Brigate Qassam, braccio armato di Hamas, nella Striscia di Gaza. (Ansa)