Egitto

Diverse organizzazioni per i diritti umani in Egitto hanno firmato una dichiarazione congiunta nella quale criticano il progetto di legge anti-terrorismo (adottato dal governo lo scorso 1° luglio e in attesa dell’avallo da parte del presidente) in quanto essa imporrebbe “uno stato di emergenza implicito e indefinito” e stabilirebbe “una magistratura parallela ed eccezionale”.

Benché chiaramente schierati contro “l’estremismo violento”, gli attivisti hanno notato che la legge usa una definizione “vaga e indefinita” di terrorismo e di atto terroristico. I gruppi per i diritti umani temono infatti che l’obiettivo sia quello di “espandere la definizione di terrorismo per includere qualsiasi comportamento” sospetto o indesiderato, anche non violento.

Inoltre, gli attivisti hanno sottolineato l’impatto che la legge potrebbe avere sui media e sulle libertà di stampa, in quanto la “definizione viziata di atti terroristici” potrebbe essere applicata a prodotti di giornali e siti web. È il caso di notare che la legge considera il trasferimento, la possessione e la raccolta di informazioni e dati con qualsiasi mezzo come un modo per finanziare il terrorismo.

Le organizzazioni firmatarie hanno poi rinnovato il loro invito a un dialogo inclusivo per elaborare una piano efficace per contrastare le cause alla radice dell’estremismo. “Temiamo che questa strategia possa sono esacerbare l’estremismo violento e che sia basata sulla repressione della libertà di espressione e opinione”, hanno dichiarato gli attivisti, che temono che il progetto di legge possa portare a un collasso dello Stato stesso. (ArabPress)

Intanto si aggrava il bilancio dei giornalisti arrestati in Egitto. Quattro in una settimana, che si aggiungono ai 18 già in carcere. 

In manette sono finiti i fotoreporter Wadgy Khaled e Hamdy Mokhtar, il corrispondente Mohamed Adly e il cronista freelance Sherif Ashraf.

In tre casi su quattro gli arresti sono scattati in relazione alla copertura del trasporto delle salme di alcuni militanti del movimento dei Fratelli musulmani uccisi in un raid delle forze di sicurezza. (Misna)