Il calcio, in Egitto, non è più solo un affare per uomini. Anche se rimane un ampio divario a livello di seguito, il movimento femminile sta emergendo con prepotenza e sembra essere sempre più in rampa di lancio. Nonostante le numerose sfide culturali, economiche e istituzionali da affrontare, infatti, un crescente numero di iniziative e investimenti sta contribuendo a realizzare il sogno di molte giovani calciatrici.
I dati, in questo senso, sono molto incoraggianti. La Premier League femminile egiziana, lanciata nel 1998 e rimasta per lungo tempo ai margini, ha subìto recentemente una trasformazione significativa. Grazie anche all’obbligo imposto dalla FIFA ai club professionistici (tra cui anche i giganti Al-Ahly e Zamalek) di istituire squadre femminili per ottenere la licenza, ad esempio, il numero delle squadre partecipanti è lievitato fino alle attuali 14.
Una mossa dalla quale ha tratto indubbiamente giovamento la competitività, e quindi la spettacolarità, del torneo, in passato monopolizzato da un’unica squadra, il Wadi Degla, vincitore di 10 titoli consecutivi tra il 2007 e il 2018.
Visibilità e cambiamento di percezione
Le notizie confortanti, che lasciano immaginare una crescita futura ancor più importante, però, non sono terminate. Per la prima volta, infatti, nel 2024 le partite del campionato femminile egiziano sono state trasmesse in diretta tv nazionale, sul canale satellitare On Sports, offrendo così visibilità e riconoscimento alle atlete.
Inevitabilmente, questo passo avanti ha contribuito a cambiare la percezione pubblica del calcio femminile, incoraggiando sempre più ragazze a intraprendere la carriera calcistica. Anche sotto il punto di vista meramente qualitativo sono stati registrati progressi notevoli.
Il livello si è alzato, il movimento è in rapida e costante crescita, come testimonia anche il fatto che alcune delle migliori calciatrici egiziane – tra cui Eman Assan e Laila El Behery – abbiano firmato contratti con squadre estere. Un qualcosa di impensabile solo fino a poco tempo fa.
Le sfide da superare: disparità e infrastrutture
Nonostante i progressi, però, le calciatrici egiziane affrontano ancora numerosi ostacoli e difficoltà. La disparità salariale tra uomini e donne resta significativa, con i primi che possono arrivare a guadagnare anche 100 volte di più.
Inoltre, le strutture e le attrezzature a disposizione delle squadre femminili sono spesso scarse inadeguate. Non a caso, molte giocatrici lamentano la mancanza di equipaggiamento di qualità e di supporto logistico, elementi fondamentali per lo sviluppo di una carriera professionistica.
Iniziative per il futuro
Per affrontare queste sfide, e rendere più agevole il percorso calcistico alle donne, sono state lanciate diverse iniziative.
Una delle più importanti è sicuramente il programma “1000 Girls, 1000 Dreams”. Avviato nel 2017 dal ministero della Gioventù e dello Sport egiziano, in collaborazione con il British Council, mira a diffondere il calcio femminile nelle comunità locali per superare le barriere sociali e le resistenze culturali, che per anni hanno osteggiato il calcio femminile, frenandone lo sviluppo sulla base dell’anacronistico pregiudizio secondo il quale il calcio sarebbe uno sport esclusivamente maschile.
«La percezione del calcio femminile è cambiata significativamente negli ultimi anni», ha spiegato Yara Amir, una giocatrice molto promettente, ai microfoni di Al Jazeera. «Tanti pensavano che il calcio non fosse uno sport per ragazze, ma adesso qualcosa è cambiato e l’interesse per il calcio femminile sta crescendo».
Un ruolo determinante, inoltre, lo hanno giocato alcune accademie private, che offrono formazione e opportunità alle giovani calciatrici, contribuendo a forgiare una nuova generazione di talenti.
Una delle più importanti è sicuramente la AIMZ Girls Football Academy. Fondata nel 2014 da Omar Mohamed Abdallah, figlio della pioniera Sahar El Hawary – famosa per essere diventata la prima donna arbitro d’Egitto – attualmente la AIMZ può vantare quasi mille allieve.
«L’AIMZ ha iniziato a organizzare tornei di calcio scolastico nel 2013», ha raccontato il fondatore al The Guardian. «Dopo il nostro primo torneo, abbiamo scovato molti buoni talenti che non avevano la possibilità di giocare regolarmente. Quindi abbiamo deciso di creare questa piattaforma, invitando tutte le ragazze che hanno partecipato al nostro torneo e da lì siamo partiti».
Necessaria una visione strategica
Certo, è inutile farsi illusioni. Senza una visione strategica a medio-lungo termine, tradotta in un vero e proprio piano di sviluppo federale, una crescita organizzata e strutturata resta assai complicata. Il cammino è ancora lungo, ma, se non altro, i segnali di cambiamento sono evidenti e molto incoraggianti.
L’aumento della partecipazione, la maggiore visibilità mediatica e gli investimenti nei settori giovanili indicano un cambio di percezione e una crescente valorizzazione del calcio femminile in Egitto. Con il continuo supporto delle istituzioni e della società, il sogno di molte ragazze di diventare calciatrici professioniste potrebbe finalmente diventare realtà.