Egitto

La nuova commissione economico-giudiziaria – istituita di recente dal presidente Abdel Fattah al-Sisi – ha annunciato il congelamento dei beni di 1.133 organizzazioni benefiche, ma anche di ospedali, scuole, società, canali satellitari, siti web e individui, accusati di legami con il movimento politico islamista dei Fratelli Musulmani.

Il comitato giudiziario ha anche congelato i beni di 1.589 membri della Confraternita – tra cui anche alcuni dei leader del movimento -, di 118 società, 104 scuole, 69 ospedali e 33 siti web e canali satellitari.

La decisione è arrivata in seguito all’approvazione, all’inizio dell’anno, di una legge per il controllo di beni di entità e persone considerate dal regime “terroristi” o “gruppi terroristici”.

La Fratellanza Musulmana è stata dichiarata organizzazione terroristica fuorilegge in Egitto nel dicembre 2013, alcuni mesi dopo che l’esercito, guidato dal generale al-Sisi, aveva deposto il presidente Mohamed Morsi – esponente della Fratellanza – cavalcando le proteste di massa contro il suo governo.

Membri della Fratellanza sono tra le 75 persone le cui condanne a morte sono state confermate l’8 settembre scorso in appello. La controversa giustizia egiziana li ha ritenuti responsabili di incitamento alla violenza e organizzazione di proteste illegali, durante gli scontri del 2013 tra i sostenitori di Morsi e le forze di sicurezza che provocarono 817 morti e quasi 4.000 feriti.
Altri 700 oppositori sono stati condannati a lunghe pene detentive in uno dei più grandi processi di massa in Egitto dalla rivolta popolare del 2011.

Le Nazioni Unite hanno affermato che le condanne a morte sono il risultato di un “processo ingiusto” e hanno ammonito che se fossero state eseguite “rappresenterebbero un grossolano e irreversibile fallimento della giustizia”. (News 24)