Egitto / Petrolio

Il ministero del Petrolio egiziano ha confermato oggi che la compagnia italiana Eni ha scoperto un importante giacimento di gas onshore ad Abu Maadi, nell’area del Delta del Nilo, 120 chilometri a nord-est di Alessandria. Dai rilievi preliminari emerge che il giacimento offre ben 15 miliardi di metri cubi di gas.

La rilevazione è stata effettuata in particolare presso il pozzo “Nedoco nord west 2” , nel settore esplorativo di Nooros, trivellato ad una profondità di 3.000 metri. L’azionista di maggioranza di Abu Maadi è Eni con il 75 per cento delle azioni, mentre la britannica Bp detiene il restante 25 per cento. La notizia era stata anticipata ad “Agenzia Nova” la scorsa settimana da fonti aziendale egiziane.

I rappresentanti della compagnia italiana Eni e del ministero del Petrolio egiziano hanno firmato a giugno un’intesa del valore totale di due miliardi di dollari che prevede, tra le altre cose, l’attuazione di nuovi prezzi di gas e dei pre-accordi stretti al vertice economico di Sharm el Sheik nel mese di marzo.

Secondo quanto riferisce un comunicato del dicastero, Eni investirà due miliardi di dollari per attività di esplorazione nei siti inshore di Belayim (Sinai), Abu Maadi (Delta del Nilo), Ashrafi (Golfo di Suez) e offshore di Baltim (Delta del Nilo) e Porto Said.

Circa 1,5 miliardi di dollari saranno spesi nel Sinai meridionale, per l’esplorazione, lo sviluppo e il funzionamento del campo di Abu Maadi nei prossimi quattro anni. Altri 360 milioni di dollari saranno investiti nella perforazione di cinque nuovi pozzi a nord Porto Said, 80 milioni di dollari saranno spesi per le perforazioni di Baltim e circa 40 milioni di dollari saranno investiti nel sito di Ashrafi. L’accordo prevede anche bonus per un totale di 515 milioni di dollari che dovrebbero ripagare parte del debito egiziano nei confronti della compagnia italiana. (Agenzia Nova)