Egitto

L’Alto commissariato Onu per i diritti umani (OHCHR) ha espresso preoccupazione per la recente ondata di arresti di attivisti e blogger in Egitto. Secondo la portavoce Ravina Shamdasani gli arresti indicano “una significativa escalation nella repressione contro i diritti alla libertà di espressione, associazione e assemblea” e “La detenzione arbitraria è diventata un problema cronico in Egitto”.

Da marzo, dopo la rielezione del presidente Abdel-Fattah al-Sisi, l’apparato statale ha intensificato il giro di vite già in atto nei confronti del dissenso. La recente ondata di arresti si basa su una dichiarazione rilasciata a febbraio dal Procuratore generale che ordina ai pubblici ministeri di monitorare i siti web e i social media che “diffondono menzogne e notizie false”.

Tra gli arrestati figurano il blogger Wael Abbas, l’attivista pro-democrazia Shady el-Ghazaly Harb, il giovane comico Shady Abu Zeid e l’attivista Amal Fathy. Affrontano una serie di accuse che prevedono lunghe pene detentive, tra cui la diffusione di notizie false e l’appartenenza a un gruppo fuorilegge. Il giornalista Ismail Alexandrani, che è in custodia dal novembre 2015, è stato condannato il 22 maggio a 10 anni di reclusione da un tribunale militare al Cairo con l’accusa di appartenenza a un gruppo illegale e diffusione di informazioni false.
In molti casi, agli individui non è stato presentato alcun mandato.

“Siamo estremamente preoccupati che arresti come questi, spesso seguiti da dure condanne, e spesso per il semplice esercizio dei diritti alla libertà di opinione, espressione e assemblea, siano diventati un luogo comune”, denuncia Ravina Shamdasani. “Chiediamo alle autorità di garantire i pieni diritti di tutti i detenuti alla loro integrità fisica e psicologica, e al giusto processo – conclude – e chiediamo la liberazione immediata e incondizionata di tutti coloro che attualmente sono detenuti dalle autorità egiziane per l’esercizio legittimo dei loro diritti umani”. (News 24 / OHCHR)