Egitto / Libertà di stampa

L’Unione europea si è detta “preoccupata” per il “forte declino” della libertà di stampa in Egitto, chiedendo alle autorità del Cairo di consentire ai giornalisti di operare senza timore.

Ieri la polizia in borghese ha fatto irruzione nella redazione dell’agenzia di stampa locale Mada Masr al Cairo, sequestrando i giornalisti Lina Attalah, Mohamed Hamama e Rana Mamdouh per diverse ore, chiedendo di sbloccare i loro telefoni e laptop e consegnarli.

Mada Masr indaga su corruzione e problemi di sicurezza. La settimana scorsa ha pubblicato un controverso articolo in cui si afferma che il figlio del presidente Abdel-Fattah al-Sisi, Mahmoud, sarebbe stato trasferito a Mosca per un incarico diplomatico, mossa questa criticata all’interno dell’apparato di sicurezza.

Mada Masr è uno dei centinaia di siti web bloccati dalle autorità egiziane negli ultimi anni ed è possibile accedervi a livello nazionale solo tramite la rete privata virtuale (VPN).

Il raid è avvenuto un giorno dopo l’arresto nella sua abitazione di Shady Zalat, 37 anni, redattore di notizie per un sito web, anche lui rilasciato ieri.

L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha invitato il governo ad “astenersi dal punire i giornalisti per aver fatto il loro legittimo lavoro”.

L’Egitto imprigiona più giornalisti di qualsiasi altro paese al mondo, secondo solo a Cina e Turchia, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti. (Anadolu / France 24)