Egitto

Si sono svolte ieri notte in Egitto nuove manifestazioni contro il presidente Abdel Fattah al Sisi e in favore del deposto presidente islamico, Mohammed Morsi.

Si sono registrati in particolare una serie di cortei in diverse province del paese, dal Cairo a quelle orientali come Qaliubia, Bansi Yusuf e al Fayoum, rispondendo all’appello lanciato dai Fratelli musulmani i quali sperano di riuscire a dare vita ad una settimana di mobilitazione contro il governo. La mobilitazione è scattata dopo la morte di un oppositore avvenuto nella zona orientale del paese ucciso da un colpo d’arma da fuoco della polizia. (Agenzia Nova)

Contemporaneamente in un rapporto del Consiglio Nazionale per i diritti umani illustrato ieri in una conferenza stampa al Cairo dal presidente dell’organismo, Mohamed Fayeq, si afferma che nel periodo dal 3 luglio 2013 – giorno della deposizione e dell’arresto da parte dei militari dell’allora presidente egiziano Mohamed Morsi – al 31 dicembre 2014 in Egitto si sono avute 2.600 vittime di scontri. 1.250 tra i sostenitori dei Fratelli Musulmani, 700 tra forze armate e polizia, 550 tra i civili. (Ansa)

Nel presentare il rapporto, Mohammed Fayeq, ha anche dichiarato che le celle di detenzione dei commissariati di polizia egiziani “superano del 400% le loro capacità“, mentre quelle delle carceri arrivano al 160%. 

È anche iniziata ieri la demolizione del palazzo del Partito nazionale democratico (Pnd), considerato inizialmente come simbolo e centro di potere e di corruzione dell’ex presidente dell’Egitto, Hosni Mubarak, e divenuto nel tempo, l’immagine della rivolta araba. Dopo la caduta del politico egiziano, avvenuta nel 2011, l’edificio venne dato alle fiamme e i beni del partito, sciolto da un tribunale, furono confiscati dallo Stato. (Rai news)