Egitto

Si è conclusa con la grazia la vicenda dei giornalisti dell’emittente televisiva qatariota Al Jazeera condannati lo scorso 29 agosto per aver diffuso notizie false allo scopo di destabilizzare il paese.

Fra i 100 attivisti graziati dal presidente Abdel Fatah al Sisi, infatti, figurano anche l’egiziano naturalizzato canadese Mohamed Fahmy e il cittadino egiziano Baher Mohamed, finiti in carcere per i servizi trasmessi dall’emittente del Qatar nel corso dei disordini che nel 2013 hanno portato al rovesciamento dell’ex presidente Mohamed Morsi, esponente della Fratellanza musulmana.

Il presidente ha ordinato al ministero dell’Interno di accelerare le procedure per il rilascio dei detenuti in occasione della Festa del sacrificio (Aid al Adha).

La grazia presidenziale interessa anche Yara Salam, Sanaa Yousef e altri attivisti condannati a pene detentive in virtù della controversa legge contro le manifestazioni varata dall’ex presidente ad interim, Addly Mansour, che prevede il rilascio di una pre-autorizzazione da parte del ministero dell’Interno per poter effettuare manifestazioni e cortei. Tra i detenuti graziati figurano anche alcune donne affiliate ai Fratelli musulmani, gruppo considerato fuorilegge dalle autorità del Cairo.

Tra i sei condannati nel processo del 29 agosto scorso figura anche l’australiano Peter Greste, processato in absentia perché già estradato nel suo paese.

Nel luglio del 2014 Fahmy, Baher e Greste erano stati condannati a sette anni di carcere, ma lo scorso gennaio il tribunale d’appello aveva annullato la sentenza e disposto la ripetizione del processo. La decisione di al Sisi accoglie la richiesta formale di grazia avanzata dal Canada e dall’avvocato del giornalista, Amal Clooney.

È interessante notare che la grazia è stata comminata alla vigilia della partenza del presidente alla volta di New York, negli Stati Uniti, per partecipare alla prossima assemblea dell’Onu che inizierà il 28 settembre per terminare il 3 ottobre. (Agenzia Nova)