L’Egitto pronto a sviluppare due porti in Eritrea e Gibuti - Nigrizia
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Gli accordi legittimerebbero la presenza militare del Cairo nei due paesi. Un’eventualità contrastata dall’Etiopia che con l’Egitto è in aperta disputa per l’utilizzo delle acque del Nilo
L’Egitto pronto a sviluppare due porti in Eritrea e Gibuti
29 Dicembre 2025
Articolo di Redazione
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Il porto commerciale gibutino di Doraleh

Citando fonti al Cairo (Egitto), il quotidiano The National, con sede ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, scrive che l’Egitto ha accettato di sviluppare due porti marittimi strategici in Eritrea e Gibuti, rispettivamente Assab e Doraleh. I porti sono entrambi vicini allo stretto di Bab el-Mandeb, la porta meridionale del Mar Rosso, rotta marittima cruciale che collega Europa, Medioriente, Asia e Africa orientale.

La decisione ha provocato inevitabilmente un aumento della pressione di Egitto e Eritrea sull’Etiopia, paese senza sbocco sul mare, nel contesto della disputa etio-egiziana tutt’ora in corso, riguardante le acque del Nilo.

L’intervento dell’Egitto nello sviluppo dei porti amplierebbe la loro capacità e creerebbe attracchi per navi da guerra, nonché strutture per ospitare contingenti militari non massicci ma di élite.

Secondo quanto riportato, l’accordo dell’Egitto con l’Eritrea è stato finalizzato durante una visita del presidente Isaias Afwerki a fine ottobre in Egitto, mentre l’accordo con Gibuti sarebbe stato negoziato separatamente tra alti funzionari egiziani e gibutini.

L’Etiopia confina sia con l’Eritrea che con Gibuti, e dipende fortemente da Doraleh per il transito delle merci. Si è finora fortemente opposta ai tentativi dei paesi vicini di stabilire una presenza territoriale o militare sul Mar Rosso, suo principale collegamento marittimo.

Secondo quanto scritto dal National, gli accordi firmati dall’Egitto legittimano la sua presenza militare nei due paesi, sostenendo tra l’altro che le navi da guerra egiziane, che includono cacciatorpediniere, sottomarini, porta-truppe ed elicotteri, già visitano frequentemente entrambi i porti per rifornimenti.

L’accordo tra Egitto, Eritrea e Gibuti è stato codificato mentre Egitto ed Etiopia restano bloccati nell’irrisolta disputa circa la Grande diga della rinascita etiopica (GERD), completata quest’anno. L’Egitto, che dipende dal Nilo per quasi tutto il fabbisogno di acqua dolce, considera la diga una minaccia esistenziale, sostenendo che potrebbe ridurre la sua quota vitale di acqua e dare all’Etiopia un controllo eccessivo sui flussi a valle durante i periodi di siccità.

I negoziati con Egitto e Sudan sulla diga sono in stallo da oltre un decennio, con l’ultimo ciclo di colloqui fallito due anni fa. L’Egitto, d’altro lato, ha rafforzato negli ultimi tempi le alleanze con i paesi vicini all’Etiopia, tra cui Somalia, Eritrea, Gibuti e Kenya, offrendo competenze tecniche, supporto alla difesa e, in alcuni casi, inviando truppe.

L’anno scorso, tra l’altro, Il Cairo ha inviato consiglieri militari e truppe in Somalia a seguito di un accordo di difesa, fornendo armi e supporto antiterrorismo contro al-Shabaab, e ha anche indicato l’intenzione di unirsi alla missione dell’Unione Africana nel paese per il mantenimento della pace (AUSSOM).

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