Egitto / Isis

Una serie di raid aerei nel nord del Sinai avrebbe ucciso 19 combattenti e 3 leader del ramo egiziano dello Stato islamico (Provincia del Sinai). Lo ha annunciato ieri con un comunicato l’esercito del Cairo, senza però chiarire l’identità dei capi jihadisti uccisi. I militari hanno però descritto i tre vertici che sostengono d’aver eliminato: si tratterebbe di un importante membro del gruppo, del capo del comitato per la legge sulla sharia e di un funzionario incaricato degli interrogatori.

Gli attacchi aerei, precisano i militari egiziani, hanno colpito basi di Ansar Bayt al-Maqdis, fedele allo Stato islamico dal 2014 che il governo accusa d’aver ucciso centinaia di soldati e poliziotti egiziani.
La notizia è difficilmente verificabile perché il governo raramente offre delle prove delle uccisioni, e giornalisti e non residenti non hanno accesso al territorio, dove l’esercito in passato è stato accusato di uccisioni extragiudiziali. Non c’è stato alcun commento immediato da parte dello Stato islamico della Provincia del Sinai.

L’operazione arriva pochi giorni dopo l’attacco alle forze di sicurezza di stanza nei pressi del monastero greco-ortodosso di Santa Caterina, nel Sinai meridionale, l’ultimo atto di una serie di attentati che hanno come bersaglio la comunità cristiana in Egitto.

Dopo il sanguinario attentato terroristico della domenica delle Palme in due chiese copte e in vista dell’arrivo al Cairo di Papa Francesco (il 28 e 29 aprile), le forze di sicurezza egiziane stanno rafforzando la sicurezza su tuttto il territorio, cercando anche di colpire e indebolire il nemico. (Reuters / News 24)

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