Egitto

Nel suo rapporto annuale “World Report 2017” pubblicato ieri, Human Rights Watch denuncia la stretta repressiva del governo egiziano. L’Egitto, sostiene l’organizzazione statunitense per i diritti umani, ha vietato la critica pubblica e l’opposizione pacifica, attuando misure “senza precedenti” per criminalizzare il lavoro sui diritti umani e paralizzare i gruppi indipendenti della società civile. Il governo del presidente Abdel-Fattah al-Sisi, inoltre, permette alle forze di sicurezza di praticare di prassi la tortura sui detenuti con centinaia di persone scomparse lo scorso anno.
Nel 2013 il generale Al-Sisi guidò l’intervento militare che rovesciò l’islamista Mohammed Morsi, primo presidente liberamente eletto in Egitto. Dalla sua elezione, l’anno seguente, si è concentrato sul rilancio dell’economia e il rinnovo delle infrastrutture, combattendo i militanti dello Stato islamico nel Sinai. Al-Sisi, denuncia Human Rights Watch, ha anche incarcerato migliaia di persone, per lo più sostenitori di Morsi, ma anche alcuni attivisti laici di spicco. Il suo governo ha costantemente eroso molte delle libertà ottenute con la rivolta popolare del 2011 che rovesciò il regime di Hosni Mubarak.
Il rapporto è stato diffuso il giorno dopo la conferma da parte di un tribunale egiziano, di una sentenza di congelamento dei beni di tre attivisti di primo piano per i diritti umani. (News 24)