Egitto

Le autorità egiziane hanno limitato la vendita di giubbotti riflettenti gialli in vista dell’anniversario della rivolta, iniziata nel gennaio 2011, che rovesciò il presidente Hosni Mubarak. Il timore è quello di una eventuale emulazione delle proteste dei “gilets jaunes” che stanno scuotendo da settimane la Francia.

A riferirlo oggi è il quotidiano The Guardian, secondo il quale funzionari di sicurezza e venditori di attrezzature per la sicurezza industriale, coperti da anonimato, hanno detto d’aver ricevuto istruzioni di non vendere gilet gialli a singoli cittadini o venditori ambulanti e di limitare gli affari al commercio all’ingrosso e a società verificate, ma solo dopo aver ottenuto il permesso della polizia.

Funzionari della sicurezza hanno detto che le restrizioni rimarranno in vigore fino alla fine di gennaio e che gli importatori di prodotti per la sicurezza industriale e i commercianti all’ingrosso sono stati convocati a una riunione con alti funzionari di polizia al Cairo questa settimana, per essere informati delle nuove regole.

La mossa evidenzia la profonda preoccupazione del governo per la sicurezza. Le autorità egiziane hanno represso con estrema violenza ogni tipo di manifestazione di dissenso negli ultimi due anni, schierando polizia e soldati in tutto il paese per impedire che le marce commemorassero il 25 gennaio, data dell’inizio della rivolta del 2011. Decine di persone sono state uccise e ferite in scontri durante i precedenti anniversari.

I giubbotti gialli indossati dai manifestanti francesi sono diventati il ??simbolo dell’ondata di proteste iniziate a novembre contro l’aumento delle tasse sui carburanti, ma si sono moltiplicate per includere una serie di richieste, tra cui le dimissioni del presidente Emmanuel Macron.  (The Guardian)