Egitto / Uber

Un tribunale amministrativo del Cairo ha decretato ieri la sospensione dei servizi di trasporto Uber e Careem e dell’uso delle loro applicazioni web in Egitto. A riportare la notizia è il giornale di stato al-Ahram sul suo sito.

La giustizia è stata interpellata in seguito ad una petizione dei taxisti che chiedeva al governo di interrompere l’attività delle due aziende in Egitto.

Uber e Careem – al centro delle proteste dei tassisti che lamentano il fatto che i loro conducenti non sono tenuti a pagare le pesanti tasse per operare come veicoli per il trasporto pubblico – ricorreranno in appello. Khaled al-Gamal, avvocato dei i tassisti, ha assicurato però ad AFP che il governo dovrà comunque attuare la sentenza di primo grado. Le due aziende intanto hanno fatto sapere via Twitter che il servizio “garantisce la continuità delle operazioni normalmente” e di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale in merito alla sentenza.

Entrambi i servizi sono diventati molto popolari in Egitto, dove molti utenti si lamentano della qualità del servizio offerto dai taxi che a volte rifiutano di accendere i propri contatori.

La piattaforma statunitense Uber, presente in oltre 462 città nel mondo attraverso 71 paesi, è stata spesso al centro di aspre battaglie con i tassisti locali. Già presente in Sudafrica (dal 2013), Nigeria, Kenya, Uganda e Marocco, due anni fa ha lanciato un programma di espansione anche in tutto il continente africano.

Careem, con sede negli Emirati Arabi Uniti, è diffusa invece prevalentemente in Medio Oriente e in Asia. (Africanews)