Speciale elezioni in Nigeria

Una lettera di congratulazioni da parte del premier sudafricano, che auspica il proseguimento della collaborazione tra i due paesi. Concordando però con l’Ecowas sulla necessità di snellire e velocizzare i processi giudiziari legati alle elezioni, in modo da evitare decisioni dell’ultimo momento, come quella che ha rimesso in gioco Abubakar, rendendo necessaria la ristampa delle schede, avvenuta proprio in Sudafrica, all’ultimo momento, e causando ritardi e problemi logistici.
 
La lettera è comunque un segnale importante, il primo paese africano riconosce Yar’Adua come presidente della Nigeria. Ci si aspetta che anche gli altri stati facciano altrettanto a breve, o che perlomeno non si oppongano apertamente al risultato: c’è una regola non scritta che circola nel mondo politico africano, e che vieta di interferire con la politica interna degli altri paesi. Con tutta probabilità anche l’Occidente sceglierà la via del riconoscimento: è bastato solamente il timore di una crisi a far alzare il prezzo del greggio.
 
Non si spengono invece le critiche provenienti dall’interno del paese, dove l’opposizione, alla costante ricerca di un piano di azione efficace, sta mobilitando i suoi sostenitori per protestare insieme ai sindacati il prossimo 1 maggio. La scelta della protesta pacifica potrebbe tuttavia essere minacciata dalla presenza di elementi violenti o criminali all’interno dei cortei.
 
Sul versante politico le richieste dell’opposizione sono lo scioglimento della commissione elettorale e l’insediamento di un governo provvisorio, presieduto dal presidente del Senato, con lo scopo di preparare nuove elezioni. Tale governo dovrebbe insediarsi entro il 29 maggio, data in cui cesserà ufficialmente il mandato di Olusegun Obasanjo.
 
L’idea non sembra tuttavia aver trovato molti consensi. Lo stesso presidente del Senato ha rifiutato questa proposta, così come hanno fatto diversi membri dell’opposizione, per vari motivi. C’è chi teme che situazioni simili possano portare a situazioni di instabilità, dipanando la via ad un colpo di stato: un panorama già visto e vissuto. E, all’interno del ANPP di Buhari si accontenterebbe del controllo dei 6 stati federali, ottenuto il 14 aprile, che verrebbe meno in caso di annullamento delle elezioni amministrative.
 
Elezioni che, anche a detta dei vescovi nigeriani, sono state l’ennesimo fallimento in quanto a libertà, regolarità e credibilità. Ed è proprio la credibilità il problema che la Nigeria si troverà ad affrontare sul piano internazionale. Il ruolo del maggior produttore africano di petrolio ha avuto finora sul continente è importante. Leader politico dell’area, ha sempre fatto opera di mediazione e risoluzione di problemi e conflitti, supportando la diplomazia con l’utilizzo di forze di pace.
 
Questo ruolo potrebbe essere messo in crisi dal modo in cui Yar’Adua è salito al potere: sarebbe contraddittorio vedere la Nigeria sedersi al tavolo delle trattative per giudicare le elezioni che si svolgeranno negli altri paesi.