Energia / Ambiente

I leader di Egitto, Sudan ed Etiopia hanno firmato una dichiarazione di principio per mettere fine alla disputa sulla distribuzione delle acque del Nilo e sulla costruzione della cosiddetta diga del rinascimento in Etiopia. La diga, il più grande sbarramento artificiale in Africa, dovrebbe essere costruita sul Nilo Blu, un affluente del Nilo, per un costo di 4,7 miliardi di dollari. L’accordo è stato accolto positivamente dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, da quello sudanese Omar Bashir e dal primo ministro etiope Hailemariam Desalegn, riuniti a Khartoum.

L’Egitto, che si affida quasi esclusivamente alle acque del Nilo per l’agricoltura, l’industria e per l’acqua potabile ha cercato rassicurazioni sul fatto che la diga non ridurrà in modo significativo il flusso del fiume. L’Etiopia sostiene che la diga garantirà al paese una più giusta distribuzione delle risorse idriche e contribuirà a risolvere il problema della mancanza di elettricità fornendo seimila megawatt di energia. L’anno scorso il parlamento di Addis Abeba ha approvato un trattato per sostituire gli accordi risalenti all’epoca coloniale che garantivano a Egitto e Sudan una quota maggiore delle acque del fiume. (Internazionale.it / Bbc / Reuters)

La diga, che è in avanzato stato di costruzione sul Nilo Azzurro, aveva suscitato forti tensioni con gli altri paesi del bacino, e in particolare con l’Egitto, che dipende dalle acque del fiume per la sopravvivenza della sua popolazione e lo sviluppo della sua economia, e con il Sudan, che insieme all’Egitto detiene il diritto all’uso della maggiore quota di acqua del fiume.