Eritrea

Due giornalisti, Abraham Yitbarek e Senait Ekubay, che lavoravano per l’ente statale radiotelevisivo, strettamente controllato dal regime eritreo, sarebbero stati arrestati la scorsa settimana.

L’informazione è stata diffusa ieri da una radio dell’opposizione, Eritrean Forum Radio, che ha anche fornito dettagli dell’arresto: i due sarebbero stati prelevati dalla loro casa di Asmara da cinque agenti perché sospettati di prepararsi a lasciare il paese.

Il governo eritreo considera come traditori le persone che lasciano il paese illegalmente, tanto che da molti anni è in vigore la direttiva di sparare a chi è trovato nell’atto di passare il confine. Chi è fermato può essere carcerato per lunghi periodi, ma se è sospettato di avere contatti con l’opposizione, potrebbe anche essere condannato alla pena di morte.

Secondo il rapporto sulla libertà di stampa dell’organizzazione americana Committee to protect journalists (Cpj), nel 2016 erano in carcere in Eritrea 17 giornalisti. Un numero altissimo se paragonato al numero degli abitanti del paese, e ancor più ragguardevole se si pensa che gli unici mezzi d’informazione sono quelli governativi. La maggior parte sono detenuti dal settembre del 2001, senza sapere di che cosa li si accusa, senza che sia mai stato loro permesso di vedere i propri avvocati e neppure i familiari, e senza mai aver avuto un regolare processo. (Sudan Tribune)

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