L’Eritrea ha deciso per la seconda volta di lasciare il blocco regionale IGAD (Autorità intergovernativa per lo sviluppo) che include Etiopia, Kenya, Sudan, Sud Sudan, Uganda e Gibuti, creato nel 1986.
L’organizzazione, finalizzata a promuovere la stabilità regionale e la sicurezza alimentare nell’Africa orientale, era stata già abbandonata dall’Eritrea nel 2007 in seguito alla disputa di confine con l’Etiopia. Asmara era poi rientrata nel giugno 2023 nell’organismo regionale. Il ministero degli Esteri eritreo ha accusato in quest’occasione l’IGAD di essersi schierata a favore dell’Etiopia nelle controversie regionali.
“L’Eritrea si trova costretta a ritirare la propria adesione a un’organizzazione che ha tradito il suo mandato e perso la sua autorità senza offrire alcun vantaggio strategico percepibile a tutti i suoi elettori e non riuscendo a contribuire in modo sostanziale alla stabilità della regione”, si legge in una nota del ministero dell’Informazione.
Dal canto loro, i responsabili dell’organizzazione, rammaricandosi per la decisione dell’Eritrea, “presa senza la presentazione di proposte concrete o un impegno su specifiche riforme istituzionali o politiche”, hanno fatto notare che in realtà, da quando il paese è tornato nell’unione “non ha partecipato alle riunioni, né ai programmi o alle attività dell’IGAD”.
Il ritiro si verifica in un momento in cui le tensioni tra Eritrea ed Etiopia sono nuovamente aumentate.
Come noto, nel 1993, dopo una decennale battaglia per l’indipendenza, l’Eritrea si era ufficialmente separata dall’Etiopia, lasciando quest’ultima priva di sbocchi sul mare. Dal 2023, pertanto, il primo ministro etiopico Abiy Ahmed ha insistito nel chiedere l’accesso al Mar Rosso attraverso l’Eritrea, ricevendo da Asmara risposte stizzite. Un crescendo di tensione che fa temere lo scoppio di un nuovo conflitto.
Tra l’altro, nel 2009, l’Eritrea aveva rotto i rapporti diplomatici con Gibuti, che ospita la sede centrale dell’IGAD, a seguito di una disputa di confine tra i due paesi. Un elemento che spiega la decisione dell’Eritrea è, inoltre, il fatto che l’ex ministro degli Esteri etiopico Workneh Gebyehu sia attualmente segretario esecutivo dell’IGAD. Cosa che ha contribuito ad accrescere i sospetti di Asmara nei confronti dell’organizzazione.