Eritrea

Il 22 giugno, in occasione dell’apertura della sessione del Consiglio per i diritti umani dell’Onu che esaminerà il durissimo rapporto della commissione d’inchiesta sull’Eritrea, già reso pubblico all’inizio del mese, i sostenitori del regime del presidente Isaias Afeworki nelle comunità della diaspora hanno manifestato a Ginevra.

Provenienti da diversi paesi europei si sono trovati  – in alcune centinaia, secondo i siti dell’opposizione, in alcune migliaia secondo i siti ufficiali – per dimostrare indignazione contro il “recente attacco contro il loro Popolo e il Paese”.

Video e foto postati dai siti eritrei mostrano uomini e donne, molti di una certa età, coperti da bandiere e difesi dal sole da ombrelli con i colori dell’Eritrea. Pochi sono i giovani, e questo mostra chiaramente la polarizzazione nelle comunità. Gli immigrati di lunga durata, ormai ben sistemati nei paesi europei, più o meno attivi durante la guerra di liberazione e molto spesso con investimenti in Eritrea sono ancora al fianco del governo, spesso più per convenienza che per convinzione. Talvolta sono accompagnati dai figli nati all’estero, animati da sentimenti di ipernazionalismo, orientamento rilevato comunemente dagli studiosi di scienze sociali nelle comunità della diaspora in genere.

Molto diversa è l’esperienza dei giovani in fuga dalla ferma obbligatoria a tempo indeterminato e dalla miseria che ormai attanaglia il paese. Questi manifesteranno a Ginevra venerdì prossimo 26 giugno, insieme alle organizzazioni di opposizione della diaspora, a sostegno del rapporto e per chiedere giustizia e il rispetto dei diritti umani nel loro paese. (Redazione Nigrizia)