Etiopia

Secondo dichiarazioni ufficiali riportate dall’agenzia di stampa Fana, il governo ha amnistiato 45.875 prigionieri politici o di coscienza dopo l’approvazione della legge in materia da parte della camera bassa del parlamento, lo scorso giugno.

La legge ha l’obiettivo dichiarato di consolidare l’unità nazionale, messa a dura prova da anni di proteste di massa contro le politiche del governo centrale. Il provvedimento è uno dei primi voluti dal primo ministro Abiy Ahmed, insediatosi lo scorso aprile, dopo le dimissioni del suo predecessore Haile Mariam Desalegn.

Nei mesi scorsi sono stati amnistiati noti leader dell’opposizione, giornalisti e funzionari governativi. Tra loro, Andargachew Tsige, cittadino inglese di origini etiopiche in carcere dal 2014, capo del gruppo Patriotic Ginbot 7 che aveva le sue basi in Eritrea. Tra i rilasciati eminenti anche Melaku Fanta, direttore generale dell’autorità per le tasse e la dogana, equiparato ad un ministro federale, e il suo vice Gebrewahed Woldegiorgis, arrestati nel 2013 con altri 11 funzionari governativi, sospettati di essere coinvolti in un vasto giro di corruzione. 

Hanno beneficiato dell’amnistia anche leader politici in esilio, per decenni considerati terroristi e ricercati. In forza di accordi politici, facilitati dalla legge del giugno scorso, hanno potuto rientrare in Etiopia anche i miliziani di movimenti di opposizione armata ospitati nei paesi confinanti e causa di una continua instabilità regionale. (Xinhua)