Etiopia

Le proteste nella regione Amhara, iniziate lo scorso 19 gennaio nella cittadina di Woldiya durante le celebrazioni dell’Epifania etiopica, si sono estese ai vicini centri urbani di Kobo e Mersa dove si sono registrate nuove vittime nei giorni scorsi.

Secondo le dichiarazioni ufficiali del governo regionale, i morti sarebbero complessivamente 15, 13 dei quali civili. Alle 7 vittime registrate a Woldiya negli scontri tra la folla, che cantava slogan antigovernativi, e le forze dell’ordine, se ne sono aggiunte altre 8 nei giorni successivi a Kobo e a Mersa. Nei disordini si sono avuti anche danni e distruzioni di beni privati per milioni di dollari.

Le rivendicazioni amhara, iniziate alla fine del 2016, sono state scatenate dalla ventilata assegnazione di un vasto territorio al confinante stato del Tigray, quello la cui etnia è oggi al potere nel paese. Gli amhara, che sono il 28% della popolazione dell’Etiopia, lamentano di essere marginalizzati politicamente ed economicamente dal 1991, quando i tigrini hanno vinto la lotta di liberazione contro il regime del Dergue, di Menghistu Haile Mariam, e hanno preso il potere ad Addis Abeba. (Xinhua) 

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