Etiopia / Carestia

Il primo ministro dell’Etiopia, Hailemariam Deselegn, ha lanciato un appello al resto del mondo affinché vengano intensificate le donazioni di cibo per combattere una carestia che ha già ridotto alla fame 10 milioni di persone. Governo etiope e organizzazioni umanitarie hanno detto che serviranno 1.4 miliardi di dollari in aiuti, dei quali fino ad oggi sono stati donati solamente la metà.

L’appello umanitario è il terzo più grande al mondo dopo Siria e Yemen. Il primo ministro Deselegn ha dichiarato in un’intervista alla Associated Press che, nonostante l’esistenza di altre crisi nel resto del pianeta, l’Etiopia non dovrà essere privata dei mezzi per combattere fame e carestia. Fino ad ora, gli Stati Uniti si sono piazzati in testa alla classifica per donazioni destinate al paese del Corno d’Africa, con più di 532 milioni di dollari devoluti dall’ottobre 2014. Anche lo stesso governo etiope si è impegnato nel combattere l’emergenza umanitaria, destinando 380 miliardi di dollari prelevati dalle casse dello Stato.

«Il mio paese merita maggiore supporto, dal momento che stiamo ospitando oltre 750.000 profughi provenienti da Sud Sudan, Eritrea e Somalia» ha detto Deselegn. «Se qualcosa va storto, è responsabilità della comunità internazionale. L’aiuto datoci fino ad ora è stato poco e spesso è arrivato troppo tardi. Esorto organizzazioni come l’Unicef a prendere l’iniziativa per migliorare la situazione».

Siccità e carestia in Etiopia sono il risultato del tanto discusso fenomeno climatico El Nino, che ha influenzato la stagione delle piogge causando il fallimento delle colture e la morte del bestiame. (Aljazeera)