Un’inchiesta della Bbc rivela i dettagli della truffa
Un’inchiesta della Bbc svela la pratica messa in atto dal Fronte di Liberazione popolare del Tigray per sottrarre i fondi della cooperazione, destinati alla carestia in Etiopia del 1984/85. Tra le vittime, organizzazioni come Christian Aid e e campagne come il Live Aid di Bob Geldof.

Siamo in Etiopia, durante la carestia che ha colpito il paese tra il 1984 e il 1985, nel pieno della sanguinaria dittatura di Haile Mariam Menghistu (vedi Nigrizia, febbraio/1985). Il Live Aid di Bob Geldof aveva trascinato il caso Etiopia sotto i riflettori di tutto il mondo. Grazie a lui, milioni di dollari si sono riversati nel paese per salvare un popolo ormai ridotto alla fame.

A 25 anni di distanza, l’emittente britannica Bbc svela i contorni di una vera e propria commedia dell’arte, messa in scena dagli allora gruppi ribelli, per appropriarsi della montagna di denaro giunta in Etiopia.
Funzionava in questo modo: gli aiuti giungevano sotto forma di cibo, oppure in denaro. Quest’ultimo, in particolare, serviva a comprare prodotti agricoli come il grano, dalle regioni vicine che potevano contare su una sovraproduzione. Poi il grano sarebbe andato a rifocillare la popolazione, stremata dalla fame.
Questo è quello che Max Peberdy (nella foto, al centro), un operatore dell’organizzazione umanitaria internazionale Christian Aid, credeva di aver fatto, nel lontano 1984. Ma così non era.

Araya Gebremedhin, ex membro del Fronte di Liberazione Popolare del Tigray (Flpt), movimento ribelle del quale faceva parte l’attuale primo ministro Meles Zenawi, in un’intervista rilasciata all’emittente britannica, ha dichiarato di aver vestito i panni di un mercante musulmano per poter incassare i soldi, mezzo milione di dollari, che il povero Peberdy si era ripromesso di spendere per l’acquisto di grano.

 

 

Peberdy, scortato da una cinquantina di miliziani del Flpt, si è così incontrato con il finto mercante per trattare la compravendita di una partita di grano proveniente dal Sudan. Ad affare concluso Gebremedhin avrebbe consegnato al cooperante solo sacchi di sabbia, poi girati nelle mani di un’organizzazione umanitaria messa in piedi dallo stesso fronte di liberazione, la Relief Society of Tigray (Rst). La campagna avviata in quegli anni da Geldof, ha raccolto per la stessa organizzazione ben 11 milioni di dollari.

Una truffa ben congegnata, dunque, tanto che Peberdy, interrogato dalla Bbc, insiste sul fatto di aver contribuito a contrastare la carestia, dichiarando disorientato: «Sono passati 25 anni da quando tutto questo è accaduto, e in 25 anni è la prima volta che qualcuno avanza accuse di questo tipo».
Poco dopo, un comunicato diffuso da Christian Aid, negava la versione dei fatti fornita dalla Bbc, precisando: «La storia deve essere posta all’interno del contesto».

A conferma della testimonianza fornita da Gebremedhin si è aggiunta quella di Berhe Aregawi, ex comandante del gruppo ribelle, oggi in esilio in Olanda.
«Gli operatori umanitari erano ingannati» ha detto Aregawi, raccontando come in quegli anni il movimento mettesse in atto un vero e proprio teatrino ad uso e consumo delle organizzazioni umanitarie, per poter sottrarre loro i fondi destinati alla popolazione civile.

Ancora una volta, a sostegno della tesi, spunta un documento datato 1985 della Central Intelligence Agency (Cia) statunitense, che spiega come gran parte dei fondi ottenuti dalle organizzazioni umanitarie per la fame in Etiopia, possano essere stati dirottati, in realtà, verso propositi militari. Grazie alla pubblicità fornita da Geldof, il denaro passato dalle mani del Flpt, è stimato essere intorno ai 100 milioni di dollari.