Etiopia / Oromo

L’Associazione Oromo chiede aiuto al Governo italiano per fermare l’eccidio dei connazionali di etnia Oromo in Etiopia. 4000 persone detenute e oltre 140 persone uccise solo nell’ultimo mese.

Questi sono solo alcuni dei numeri del cosiddetto “Addis Abeba Master Plan”, il piano di espansione della capitale che il governo attualmente nelle mani della minoranza Tigre sta portando avanti in Etiopia.

La città di Addis Abeba è una enclave all’interno dell’Oromia, la regione etiopica più estesa e popolosa abitata prevalentemente dagli Oromo, primo gruppo etnico con oltre il 32% della popolazione del paese, e dalla minoranza Amhara. In nome del piano di espansione, gli Oromo hanno subito la confisca delle terre che hanno occupato per oltre 3mila anni. Così contadini rimasti senza nulla, famiglie sradicate, studenti hanno risposto ribellandosi all’appropriazione delle scarse risorse della zona da parte del governo e alla vendita di quei terreni ai paesi esteri.

E mentre il governo nega ciò che sta accadendo nella regione, alla ribellione è stato risposto con la forza militare provocando molte vittime negli ultimi mesi.

A sostegno dei connazionali privati della propria libertà e dei propri beni, detenuti ingiustamente, vittime di torture e omicidi, l’Associazione Oromo organizza una Manifestazione pubblica domani 14 gennaio 2016 alle ore 14.00 in piazza Montecitorio a Roma.

L’associazione ha anche redatto un documento, il “Manifesto democratico del popolo etiope oppresso”, con il quale intende richiamare l’attenzione del Governo italiano e dell’Unione Europa sugli scontri in atto nella zona ormai dal 2014, che continuano a mietere vittime e ad impoverire ulteriormente i sopravvissuti, allontanati dalle loro case e privati della libertà e delle loro già scarse risorse. «Chiediamo aiuto al Governo italiano. Chiediamo all’occidente di non sostenere ulteriormente la dittatura Tigre inviando denaro e armi», spiega Mohamed Aga Yussuf, presidente dell’associazione Oromo. « Non siamo politici, siamo Oromo. Ci rivolgiamo a Italia e Unione Europea perché lì sta morendo la nostra gente. Etiope, non solo oromo. Non siamo contro l’espansione della capitale, ma in questo modo l’Oromia viene privata di tutto, i terreni vengono venduti a cinesi, arabi, indiani e coloro che li occupavano da millenni devono affrontare la fame».

Gli scontri, conclude Yussuf, continuano e «chi si ribella viene condotto in carcere, affronta interrogatori, torture, deportazioni, omicidi. Sollecitiamo la comunità internazionale a dare sostegno alla popolazione etiope contro il terrorismo di stato portato avanti dalla minoranza Tigre e ad aprire la strada a libere elezioni. Prima che sia troppo tardi». (Cesv)