Etiopia / Nobel per la Pace

Il primo ministro etiopico, Abiy Ahmed, è il vincitore del Premio Nobel per la Pace 2019 per aver contribuito in modo decisivo a metter fine al ventennale conflitto di frontiera con l’Eritrea e per aver agito in favore della cooperazione regionale e internazionale.

Di lui diversi commentatori sottolineano anche l’attenzione ai temi ambientali, e in particolare alla riforestazione el suo paese, per cui si è impegnato a piantare 4 miliardi di piantine nei prossimi anni. Ha cominciato la campagna con la messa a dimora di 350 milioni di piantine in un solo giorno.

La commissione giudicatrice dell’Accademia reale svedese ha ritenuto il suo contributo alla pace più significativo di quelli di altri che erano stati segnalati per il prestigioso riconoscimento. Prima fra tutti Greta Thunberg, la giovanissima ambientalista svedese che è stata capace di mobilitare i giovani, e non solo, del mondo intero per richiamare l’attenzione sul cambiamento climatico sempre più veloce e devastante. Greta sembrava essere fino a ieri la candidata con più possibilità di vittoria.

Numerose le congratulazioni dei leader mondiali al primo ministro etiopico. Tra le altre, quelle del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, del segretario della Nato, Jens Stoltenberg, e del presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed detto Farmaajo. Manca, per ora, quella del presidente eritreo, Isaias Afeworki.

Amnesty International, nel suo messaggio, si augura che il premio “costituisca per lui la spinta e la motivazione ad affrontare i problemi riguardanti i diritti umani ancora esistenti e che rischiano di azzerare i miglioramenti finora ottenuti” dalle sue politiche in Etiopia. Prossimo test saranno le elezioni del prossimo anno. (Redazione)