Etiopia: il movimento politico-militare FANO si ricompatta - Nigrizia
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Annunciata la nascita del Movimento nazionale amhara FANO (AFNM) con un comando centralizzato in chiave anti-governativa
Etiopia: il movimento politico-militare FANO si ricompatta
19 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
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Miliziani FANO

In Etiopia i leader del movimento etno-nazionalista etiopico FANO, formato inizialmente di giovani miliziani di etnia amhara finora tra loro divisi nell’opposizione armata al governo di Abiy Ahmed, hanno firmato in questi giorni un accordo di unificazione formando il neonato Amhara FANO National Movement (Movimento Nazionale Amhara FANO – AFNM).

Il movimento ha istituito un comando centralizzato guidato da Zemene Kassie in qualità di presidente. È supportato da Henok Adise, vicepresidente per gli Affari Politici, e Habte Wolde, vicepresidente per gli Affari Militari. Le operazioni strategiche dell’organizzazione sono ulteriormente rafforzate dal generale Tefera Mamo, a capo dell’ala militare, e da Geta Asrada, a capo del dipartimento politico.

Il movimento ribelle, oggi diventato un attore centrale nel conflitto antigovernativo, si è fatto conoscere e si è andato consolidando, pur se diviso in formazioni diverse, soprattutto dopo l’inizio del conflitto civile scoppiato nel 2020 e concluso con gli accordi di Pretoria nel 2022, tra lo stato-regione del confinante Tigray e Addis Abeba.

Durante il conflitto la milizia FANO aveva combattuto a fianco dell’esercito federale etiopico ma si era resa indipendente da Addis Abeba nel 2023, dopo che il governo federale di Abiy Ahmed aveva chiesto a tutte le milizie che avevano appoggiato Addis Abeba di integrarsi nell’esercito federale.

Nato come movimento di protesta giovanile per difendere i diritti della popolazione amhara, il movimento FANO si pone oggi l’obiettivo di rimodellare la struttura federale dell’Etiopia.

Si differenzia, tuttavia, da altre milizie antigovernative che combattono contro Addis Abeba, ad esempio il Fronte di liberazione oromo (OLF), che cerca l’autodeterminazione e l’indipendenza dal governo federale. Fano, al contrario, intende conservare l’integrità dell’Etiopia.

Allargando lo sguardo al coinvolgimento di attori esterni, la situazione si inserisce anche nel un quadro di crescenti tensioni tra Etiopia ed Eritrea.

C’è infatti chi sospetta che dietro l’operazione di unificazione del movimento FANO ci sia lo zampino dell’Eritrea, che evidentemente nega qualsiasi responsabilità al riguardo, nonostante le recenti accuse avanzate da Addis Abeba, che da essa FANO abbia ricevuto armi, addestramento militare e sostegno per destabilizzare l’Etiopia.

Non sorprende, in ogni caso, che nel groviglio creatosi negli ultimi anni in tutto il Corno d’Africa le alleanze abbiano subito dei capovolgimenti eclatanti: l’Eritrea, che era stata a suo tempo alleata dell’Etiopia insieme a FANO durante il conflitto del 2020 contro il TPLF in Tigray, da un lato stia presumibilmente complottando con lo stesso TPLF e con FANO contro Abiy Ahmed e il suo governo. 

Un altro fattore allarmante delle scorse ore riguarda l’attività del gruppo di opposizione afar di Gibuti (Fronte popolare per la restaurazione dell’unità e della democrazia – FRUD) che avrebbe attaccato obiettivi dell’esercito gibutino, in seguito a presunti attacchi con droni dell’aeronautica militare di Gibuti contro postazioni della milizia nella regione di Afar, in Etiopia.

Un attacco avvenuto proprio nella stessa settimana in cui il primo ministro etiope si trovava in visita a Gibuti, al momento unico paese che concede ad Addis Abeba un vitale sbocco commerciale sul mare, con il quale i rapporti negli ultimi anni si sono deteriorati.

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