Etiopia: numerosi attacchi contro i cristiani in Oromia - Nigrizia
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L’Oromo Liberation Army accusa il governo federale di aver orchestrato gli omicidi. Le opposizioni chiedono un’indagine indipendente
Etiopia: numerosi attacchi contro i cristiani in Oromia
11 Novembre 2025
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 4 minuti

Le condizioni di instabilità e le controversie interregionali e interetniche, inclusi i vari fronti di opposizione armata al governo di Addis Abeba, presenti da anni in Etiopia, sono note a chi conosce le condizioni odierne del paese.

Le notizie più recenti sono riferite in particolare alla reciproca accusa tra i governanti della regione Afar e il TPLF del Tigray, di reciproca violazione dei confini per conquistare pezzi di territorio. A questi conflitti va aggiunto il crescente fenomeno etno-religioso denunciato dai responsabili di varie Chiese.

Il Consiglio interreligioso d’Etiopia (EIRC) ha pubblicato a inizio settimana un rapporto su una serie di uccisioni di cristiani verificatesi nella regione di Arsi, in Oromia, nelle ultime settimane. Secondo il resoconto di residenti ed enti ecclesiastici regionali, gli omicidi hanno avuto come bersaglio in particolare i seguaci della Chiesa ortodossa etiopica Tewahedo.

Gli attacchi contro i cristiani, in particolare nel vasto stato-regione dell’Oromia, sembrano confermare secondo molti un crescente processo di vera persecuzione.

Soltanto in ottobre – secondo il rapporto – la regione ha visto più di 25 cristiani ortodossi uccisi nella zona di East Arsi. Un attacco a Honqolo Wabe ha causato la morte di cinque persone, a quanto pare appartenenti alla stessa famiglia. Un altro attacco è avvenuto contro lo storico monastero di Asebot.

Lo stesso Consiglio interreligioso, precisa però che, in base a quanto emerso dalla sua inchiesta, i recenti attacchi di Arsi “sono stati perpetrati senza distinzione di religione o etnia”, in quanto “le persone uccise, ferite e le cui proprietà sono state danneggiate non erano seguaci o servitori di una singola fede”.

Un analogo aumento della violenza anticristiana ha colpito anche la comunità cattolica, come dichiarato dalla Conferenza episcopale d’Etiopia che ha condannato la violenza chiedendo al governo del primo ministro Abiy Ahmed di adottare misure urgenti per proteggere i cittadini.

I vescovi hanno sottolineato che “alcuni fedeli sono stati uccisi in un attacco presso la chiesa cattolica di Santa Maria, nella zona dell’West Hararghe, e varie proprietà sono state bruciate”. Molti attivisti locali e oppositori del governo, dal canto loro, tendono a considerare le continue uccisioni di cristiani ortodossi nella regione Oromo una campagna calcolata di pulizia etnica.

Tra l’altro, migliaia di persone sarebbero state sfollate dalle aree della violenza. Inoltre, c’è chi sostiene che il partito governativo della Prosperità, guidato da Abiy Ahmed, ha vari precedenti di insabbiamento delle uccisioni di civili innocenti nella stessa regione Oromo. Una coalizione di quattro partiti di opposizione la scorsa settimana aveva ha chiesto un’indagine indipendente sugli ultimi incidenti verificatisi.

La milizia locale, Oromo Liberation Army (OLA), accusa il governo federale di aver orchestrato gli attacchi attraverso quelle che ha descritto come “reti armate per procura”, avvertendo che questo rischia di “innescare un’altra guerra”.

Nella sua indagine, il Consiglio interreligioso ha peraltro dichiarato che le violenze vengono perpetrate da “gruppi che si definiscono con nomi diversi e che scompaiono nelle giungle vicine ogni volta che le forze di sicurezza governative vengono dispiegate nelle aree, e la cui identità al momento non è ufficialmente nota”.

Gli esperti della zona ritengono che l’Arsi è una delle aree in cui operano i nazionalisti radicali di etnia oromo, che nutrono un sentimento religioso islamico radicale. Nel frattempo, altri tre seguaci della Chiesa ortodossa etiopica sono stati uccisi il 10 novembre presso la chiesa di San Gabriele a Teleta mentre raccoglievano frutta nella loro fattoria.

Non tutti sanno che l’Etiopia ospita una delle più antiche comunità cristiane del mondo, le cui radici risalgono al IV secolo. Intorno al 330 d.C., infatti, i documenti storici raccontano che il re Ezana di Axum, capitale allora di quella che oggi è l’Etiopia, si convertì al cristianesimo, rendendolo religione di stato.

Al presente, il 44% della popolazione etiopica segue la chiesa ortodossa, mentre i protestanti costituiscono un ulteriore 23%. I cattolici rappresentano una minoranza che si avvicina all’1% della popolazione.

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