Etiopia / Sud Sudan

È in corso l’offensiva dell’esercito etiopico in territorio sud sudanese per recuperare più di 100 donne e bambini rapiti durante un sanguinoso raid di uomini armati di etnia murle nella regione di Gambella. Nel raid, che ha preso di mira 13 villaggi abitati da popolazione nuer, sono rimaste uccise più di 200 persone e sono stati razziati 2.000 capi di bestiame. L’operazione militare è stata concordata con il governo sud sudanese.

Secondo notizie diffuse da siti locali, i miliziani sarebbero stati individuati con l’uso di elicotteri da ricognizione così come i luoghi in cui sono detenuti i rapiti. L’esercito etiopico starebbe decidendo come condurre l’attacco finale in modo da liberare gli ostaggi senza fare vittime innocenti.

Intanto in Sud Sudan i diversi clan in cui sono suddivisi i murle e i loro referenti politici e militari, si accusano vicendevolmente di essere i mandanti, come minimo indiretti, del sanguinoso raid.

Baba Medan, il nuovo governatore della zona di origine dei murle, ora denominata stato di Boma,  nominato dal presidente Salva Kiir alla fine dello scorso anno nell’ambito della ristrutturazione amministrativa del paese sulla base di 28 stati, ha accusato David Yau Yau, il precedente governatore della zona, allora denominata Grande Pibor, nominato dal presidente dopo un accordo politico militare che aveva messo fine a quattro anni di conflitto. La nomina di Baba Medan aveva suscitato molte tensioni tra i diversi clan murle.

David Yau Yau ha risposto alle accuse con un comunicato in cui dice di avere le prove che gli uomini armati che hanno condotto l’attacco in Etiopia sono quelli dei clan che sostengono il nuovo governatore e che gli assalitori sono partiti e ora si nascondono nella sua contea di origine. Aggiunge che, prima del suo insediamento come governatore, Baba Medan aveva armato i suoi sostenitori con armi moderne e divise militari, le stesse che sono state descritte dai testimoni del raid a Gambella.

David Yau Yau già in un precedente commento al sanguinoso attacco aveva affermato che nella zona c’è ora un vuoto di potere che, insieme alla diffusione delle armi, è alla base dell’instabilità in tutta l’area.

In un ulteriore sviluppo della situazione nell’area, Baba Kaku Aturuk, capo di stato maggiore dell’esercito di David Yau Yau, conosciuto come Cobra Faction, ha diramato un comunicato, diffuso da fonti locali,  in cui afferma di essersi unito all’esercito dell’Splm-Io con 6.752 uomini. (Sudan Tribune / The Upper Nile Times)

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