Etiopia

Venerdì scorso un tribunale di Addis Abeba ha prosciolto 4 blogger del gruppo conosciuto come “Zone 9” dalle accuse di terrorismo per presunti legami con il gruppo di opposizione “Ginbot 7”, nato negli Stati Uniti e ora sostenuto dal regime eritreo. Eritrea ed Etiopia non hanno mai trovato una soluzione ai problemi di confine, che sono stati alla base del sanguinoso conflitto scoppiato nel 1998 e terminato nel 2000.

Nell’aprile del 2014 nove blogger aderenti al gruppo erano stati arrestati; uno era sfuggito all’arresto ed era riuscito a raggiungere gli Stati Uniti. Quattro erano stati prosciolti e liberati nel luglio dell’anno scorso. Ora solo uno dei nove arrestati, Befekadu Hailu, rimane in carcere.

Il provvedimento è stato commentato positivamente dall’organizzazione per la libertà di stampa “Committee to Protect Journalists” (Cpj), che ha però chiesto la liberazione anche dell’ultimo arrestato insieme ai risarcimenti per il tempo trascorso in carcere.

Muthoni Wanyeki, direttore regionale di Amnesty International, ci tiene a precisare che non si è trattata di una vera e propria vittoria per la libertà di stampa in Etiopia. Ha sottolineato invece come il governo etiopico continui ad essere un regime autoritario che cerca di schiacciare il dissenso ad ogni occasione. Ha infine chiesto la liberazione dei numerosi giornalisti e dissidenti ancora incarcerati senza motivo. (Sudan Tribune)

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