Etiopia / Oromo

Da più di un mese i social media non funzionano in diverse parti dell’Etiopia, compresa la regione dell’Oromia, dove, dallo scorso novembre ci sono proteste popolari contro le politiche governative di uso della terra. Le proteste, in cui si sono avuti almeno 266 morti e moltissimi feriti e che hanno causato arresti di massa, sono considerate da molto analisti come le più preoccupanti negli ultimi dieci, anni, dopo quelle che si erano avute nel 2005, all’indomani delle elezioni.

Secondo diversi testimoni in loco, proprietari di Smartphone, sono bloccati i servizi di invio immediato di messaggi, come WhatsApp, Facebook Messenger, Twitter, quelli normalmente usati, appunto, durante le proteste popolari. Un attivista etiope residente negli Stati Uniti ha potuto diffondere attraverso la sua pagina Facebook  informazioni in tempo reale ad oltre 500.000.

In Etiopia la connessione è garantita da un unico  provider statale, l’Ethio Telecom. Il portavoce del governo, Getachew Reda, ha negato che si tratti della volontà di impedire l’uso dei social media. Ha nominato probabili problemi tecnici, di cui non è stato ancora possibile accertare la natura.

Un giornale di Addis Abeba, il Capital, ha pubblicato il 10 aprile un articolo in cui cita una dichiarazione di Andualem Admassie,  capo esecutivo di  Ethio Telecom, in cui sostiene che il governo possiede la tecnologia necessaria per controllare l’invio immediato di messaggi. Andualem Admassie non ha risposto a richieste di conferma della sua affermazione. (bloomberg.com)